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Via Morelli, una risposta da telecamere e rilievi della Scientifica

A presidiare il centro è arrivato l'esercito. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per danneggiamento e detenzione e porto d'armi da guerra.

(red.) La Prefettura di Brescia ha mandato in via Morelli l’esercito, che assicurerà un servizio di vigilanza 24 ore su 24 del centro vaccinale che sabato mattina è stato colpito da un “gesto con finalità eversive”, anche se impreciso perché compiuto in fretta e non ben studiato.
L’obiettivo degli attentatori, il tendone della mensa per il personale situata ad alcuni metri dal cancello d’ingresso, era tutto sommato poco significativo, mentre gli scarsi effetti sulla struttura sono stati probabilmente anche causati alla necessità di lanciare e fuggire veloci. Una delle due bottiglie molotov è finita sull’asfalto e solo l’altra ha provocato danni, anche se contenuti. Le fiamme non sono andate oltre il pannello interno della struttura e sono state in breve tempo spente dai vigili del fuoco.
Non essendo stati raggiunti i vaccini e nemmeno il materiale, l’attività del centro vaccinale non ne ha quasi risentito, però gli attentatori un risultato l’hanno ottenuto: c’è stata una grande risonanza mediatica, con reazioni arrivate da tutte le forze politiche, sindacali e della società.
Tuttavia il lanciatore è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza, vedremo con quanta precisione, sia durante il gesto sia durante la fuga a piedi, probabilmente verso un’auto parcheggiata nei pressi. La zona comunque è piena di videocamere e una vettura in movimento poco prima delle 6 del mattino non sarà sfuggiti agli occhi elettronici della sorveglianza.
La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo contro ignoti per danneggiamento seguito da incendio e detenzione e porto d’armi da guerra, trattandosi di materiale esplodente. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Francesco Carlo Milanesi, dell’antiterrorismo e affidate al Nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri.
Gli ambienti su cui si sono concentrati i primi controlli sono quelli No-vax e della cosiddetta area anarchica. Dalle indagini sul posto del Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del Fuoco e della Scientifica dei carabinieri dovranno arrivare elementi per identificare il liquido infiammabile usato dagli attentatori e possibilmente la natura delle bottiglie. Questi dati, insieme con le telecamere, potrebbero dare un preciso indirizzo alle indagini.

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