Dalla Nigeria all’Italia poi alla prostituzione, coinvolta anche Brescia

Quattro arresti nel traffico di esseri umani: donne, anche minori, reclutate con la promessa di un posto di lavoro.

(red.) In queste ore intorno a venerdì 12 febbraio anche la Squadra Mobile di Brescia, insieme a quella di Monza e Ragusa, è stata impegnata in un’operazione che ha portato all’arresto di quattro nigeriani per tratta di esseri umani, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e induzione alla prostituzione, tra l’altro aggravati per aver agito ai danni di minori. L’operazione “Family business“, come è stata chiamata, ha portato a far scoprire un traffico di esseri umani dalla Nigeria all’Italia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania.

Secondo l’accusa, i quattro facevano parte di un’organizzazione con ramificazioni in Libia e Nigeria reclutando persone da mandare in Italia promettendo loro un posto di lavoro. Invece, tra loro anche minorenni, venivano destinati alla prostituzione. L’indagine che ha portato all’operazione della Polizia era partita proprio dalla denuncia di una minore nigeriana che è riuscita a raggiungere Pozzallo, in Sicilia, a bordo di una barca carica di migranti e sulla quale era con altre due ragazze.

Purtroppo le due hanno perso la vita in mare e lei è stata l’unica sopravvissuta. Ha raccontato di aver raggiunto l’Italia per aiutare la propria famiglia, ma sarebbe stata sottoposta a riti Ju-Ju e a dover pagare un debito di 30 mila euro alla donna che la portava proprio in Italia per farla prostituire. Condotta poi in una struttura per minori, ha denunciato tutto facendo scattare le indagini.

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