Arresto primario Ps Montichiari, Civile lo sospende e Ordine più cauto

La struttura da cui dipende l'ospedale di Montichiari ha sospeso Carlo Mosca. Ordine dei Medici: è ipotesi di reato.

(red.) Da una parte i familiari, amici e parenti delle due vittime – riconosciute dalla presenza nel loro corpo del farmaco letale che il primario del pronto soccorso dell’ospedale di Montichiari Carlo Mosca avrebbe loro somministrato – si dicono increduli, distrutti e arrabbiati alla ricerca della verità. Dall’altra, ci sono gli Spedali Civili e l’Ordine dei Medici che a loro volta sono stati scossi dalla notizia. E subito il Civile, dal quale dipende l’ospedale di Montichiari, ha preso i primi provvedimenti. “Nell’apprendere del provvedimento nei confronti del dottor Carlo Angelo Mosca, responsabile del Pronto Soccorso di Montichiari – si legge in una nota degli Spedali Civili – la direzione lo ha sospeso dal servizio, incaricando quale responsabile il dottor Ciro Paolillo, direttore del Pronto Soccorso di Brescia, medico di comprovata esperienza clinica ed organizzativa, per il tempo che si renderà necessario a garantire la continuità del servizio.

Il dottor Paolillo sarà supportato, nel coordinamento dei Pronto Soccorso aziendali, dal direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione e Emergenza e Urgenza, dottor Gabriele Tomasoni. L’azienda sociosanitaria territoriale Spedali Civili collabora con la procura, che sta conducendo le indagini, nell’auspicio che rapidamente vengano chiariti i fatti. I professionisti del presidio di Montichiari, ai quali la direzione esprime la propria vicinanza, continuano a garantire cure di qualità, lavorando con l’impegno e la passione che li contraddistinguono, per affrontare la pandemia in atto e garantire le cure necessarie a tutti i cittadini”.

E nella stessa giornata di ieri è arrivata anche una nota del Consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici di Brescia che però si mostra più cauto. “Dai media abbiamo appreso degli arresti domiciliari di un collega, indagato per omicidio volontario in seguito ad un’indagine dalla magistratura inerente all’attività di medico in servizio presso un Pronto Soccorso della nostra provincia. Non abbiamo titolo e notizie per entrare nel merito della vicenda. Certamente il reato ipotizzato è molto grave e comporta provvedimenti precauzionali – come prescrive la legge, non appena disporremo di conferme ufficiali – da parte di questo Ordine. Si tratta di un’indagine – si legge nella nota – non di una sentenza passata in giudicato. Se pur molto grave è pur sempre un’ipotesi di reato. Ma nei titoli di molti media e nelle strisce televisive l’ipotesi diventa certezza di colpa.

Attendiamo l’esito con fiducia, e in tempi brevi, dell’iter giudiziario e se le accuse verranno confermate, oltre alle conseguenze penali e civili, severissimi saranno i provvedimenti ordinistici definitivi. Ma l’opinione pubblica legge e sente di omicidio volontario e se poi le accuse si dimostrassero infondate? Intanto tutti continuiamo, nonostante la ‘fatica pandemica’ (che altro non vuol dire che turni massacranti, allontanamento dai famigliari, ambulatori infiniti, risorse promesse e non pervenute, paure, severo e diffuso stress psicologico) a cercare di curare i malati di Covid-19 e tanti altri, con un nuovo, ma in realtà antico, timore di finire in prima pagina con sentenza ‘definitiva’, ma non da parte della magistratura”.

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