Due pazienti Covid uccisi da farmaco in prima ondata, arrestato medico bresciano

Lo scorso marzo avrebbe usato un anestetico sui pazienti, poi peggiorati fino alla morte. Medico ai domiciliari.

(red.) Nelle ore intorno a lunedì 25 gennaio un medico operante in un pronto soccorso di un ospedale pubblico bresciano è stato arrestato e posto ai domiciliari da parte dei carabinieri del Nas con le pesanti accuse di omicidio e l’ipotesi di falso in atto pubblico. Il professionista, infatti, nel corso della prima devastante ondata da Covid-19 tra marzo e aprile avrebbe somministrato in modo intenzionale su alcuni pazienti affetti dal Covid, farmaci anestetici e bloccanti neuromuscolari, causando la morte di due di loro.

A distanza di quel periodo, la procura di Brescia che ha indagato ha inviato i militari per notificare l’arresto. Le indagini si erano avviate partendo da alcune autopsie su tre salme esumate e analizzando le cartelle cliniche di diversi pazienti morti in quel periodo. Oltre al fatto che alcuni pazienti si erano improvvisamente aggravati senza un motivo particolare.

Disponendo i rilievi sulle tre salme è stata notata la presenza del farmaco che di solito viene usato nell’intubazione e sedazione del malato. Ma che con procedure e dosi diversi dal consueto possono provocare la morte. Per questo motivo le indagini hanno portato all’arresto del medico, che potrebbe essere accusato anche di falso in atto pubblico per non aver indicato l’uso del farmaco nelle cartelle cliniche dei pazienti deceduti.

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