Sequestri da 50 milioni a tre imprenditori contigui alle cosche. Anche a Brescia

I provvedimenti emessi dal tribunale di Reggio Calabria verso il trio hanno raggiunto anche la nostra provincia.

(red.) Il Centro operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria, la Scico di Roma e il comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, supportati da altre articolazioni operanti nelle province di Milano, Brescia, Mantova, Varese, Pavia, La Spezia, Vicenza, Lecce e Sassari, con il coordinamento della procura nazionale antimafia e della Dda di Reggio Calabria hanno eseguito questa mattina, giovedì 29 ottobre, su tutto il territorio nazionale provvedimenti emessi dal tribunale di Reggio Calabria.

Con questa misura è stato disposto il sequestro su compendi societari, beni mobili e immobili, nonché rapporti finanziari per un valore complessivo stimato di circa 50 milioni di euro riconducibili a tre imprenditori accusati di essere contigui a note cosche reggine. Le posizioni dei tre erano emerse durante un’operazione del febbraio del 2018 che aveva portato all’arresto di 27 persone tutte accusate a vario titolo di associazione mafiosa, riciclaggio, autoriciclaggio, reimpiego di denaro, beni, utilità di provenienza illecita, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, trasferimento fraudolento di valori, frode fiscale nonché associazione a delinquere finalizzata all’emissione di false fatturazioni e reati fallimentari e al sequestro di 51 società, 19 immobili e disponibilità finanziarie per circa 100 milioni di euro.

Le indagini conseguenti hanno permesso di risalire anche alla società Canale Srl, comprensiva di 15 unità locali presenti oltre che nella provincia reggina, anche nelle province di Milano, Brescia, Mantova, Varese, Pavia, La Spezia, Vicenza e Lecce, operante nel settore della metanizzazione e la Pivem srl operante nel comparto della grande distribuzione.

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