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Muore bruciata, il marito non risponde al giudice. Arresto convalidato

L'uomo continua a negare la responsabilità e resta in silenzio davanti al giudice. Disposta anche l'autopsia.

(red.) Nelle ultime ore precedenti a martedì 29 settembre si stanno muovendo nuovi passi a livello investigativo per quanto accaduto domenica 20 sera all’ultimo piano di via Tiboni, in una palazzina a Urago Mella, nella periferia di Brescia. Ieri a carico di Abderrahim Senel, il 55enne marocchino ora accusato di omicidio volontario dopo la morte, a una settimana di distanza, della moglie connazionale 54enne Mina Safine all’ospedale Gaslini di Genova a causa delle ustioni riportate, si è svolto l’interrogatorio di convalida.

Ma l’uomo, a sua volta ricoverato al Civile per una serie di ustioni avute quella stessa sera, si è avvalso della facoltà di non rispondere. In ogni caso si è visto convalidare il fermo e quando terminerà le cure dovrà essere trasferito in carcere. Nel frattempo la procura ha disposto l’autopsia sul corpo della donna per accertare se sia stato davvero un caso di omicidio, come pensano gli inquirenti, oppure se la vittima abbia voluto cercare di togliersi la vita, come ha sempre rivelato fin dall’inizio il marito.

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