Mafia e criminalità, Dia sequestra 15 milioni di euro a Rosario Marchese

Nelle scorse ore il secondo sequestro in due anni al 32enne residente a Lonato e detenuto a Opera (Milano).

(red.) Nelle ore intorno a mercoledì 8 luglio la Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta ha dato esecuzione a un decreto di confisca, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del tribunale siciliano e su proposta della Dia, nei confronti del libero professionista Rosario Marchese, 32enne di Caltagirone ma residente a Lonato del Garda, nel bresciano, detenuto nel carcere di Opera a Milano per reati di mafia. Il provvedimento, che ha aggravato la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per ulteriori due anni, parte da un’attività condotta dal primo Reparto Investigazioni Preventive della Dia finalizzata alla localizzazione degli illeciti patrimoni riconducibili alle organizzazioni mafiose, che ha permesso di focalizzare l’attenzione su Marchese, “contiguo” alla Stidda e al clan mafioso dei Rinzivillo di Gela, operante a Roma e in tutto il territorio nazionale.

Gli accertamenti condotti nel 2018 e gli ulteriori riscontri effettuati dal Centro Operativo di Caltanissetta hanno consentito di mettere in evidenza il suo repentino incremento di ricchezza, ritenuto “anomalo” rispetto alla dichiarata posizione reddituale, risultata sproporzionata anche in rapporto all’elevato tenore di vita, al consistente patrimonio immobiliare e, soprattutto, alla sua ascesa imprenditoriale che si è concretizzata, in breve tempo, con la costituzione, nel nord Italia, di numerose società operanti in molteplici settori commerciali, risultate tutte direttamente o indirettamente a lui riconducibili. Il provvedimento di confisca, che segue il sequestro effettuato nel febbraio del 2019, ha interessato beni stimati in oltre 15 milioni di euro.

Si parla di 11 società e 2 ditte individuali con sedi a Brescia, Bergamo, Milano, Torino, Verona, Roma e Gela operanti nei settori della consulenza amministrativa, finanziaria e aziendale, della sponsorizzazione di eventi e del marketing sportivo, del noleggio di autovetture e mezzi di trasporto marittimi ed aerei, del commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, di studi medici specialistici, della fabbricazione di apparecchiature per illuminazione e della gestione di bar. Ma anche un dipinto risalente al XVII secolo per un valore di circa 6 milioni di euro, una holding con uffici a Milano in via Montenapoleone, una società di noleggio che gestisce una flotta di vetture di lusso all’aeroporto Catullo di Verona, una società con sede a Roma che sponsorizza e partecipa a prestigiosi campionati monomarca di auto da competizione e cinque beni immobili e 50 rapporti bancari.

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