Clona bancomat dei correntisti per fare spese, impiegata nei guai

Una funzionaria (licenziata nel 2019) di banca di Manerbio prelevava e spendeva in scarpe, vestiti e profumi.

(red.) Nelle ore precedenti a venerdì 19 giugno una donna di 40 anni è finita nei guai da parte dei carabinieri per la truffa che aveva messo in atto ai danni di due correntisti di una filiale di un istituto di credito per la quale lavorava. Filiale di banca, prima a Verolanuova e poi a San Paolo, nella bassa bresciana, dalla quale era stata licenziata nel 2019. Sfruttando la propria posizione come dirigente, aveva usato i profili di una coppia di anziani over 60 e di una donna clienti per chiedere e produrre, senza dire nulla ai correntisti, una carta bancomat.

Di fatto, una tessera clonata rispetto a quella già in dotazione ai clienti raggirati. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la 40enne di Manerbio usava quella tessera prelevando anche fino a 700 euro al mese per fare shopping tra scarpe e abbigliamento. Nonostante, insieme al marito, sia in una condizione economica benestante. Ad accorgersi per primi del raggiro sono stati i figli della coppia di anziani che hanno notato come il saldo sul loro conto corrente fosse molto basso rispetto alle previsioni e rispetto alle normali spese che conducevano.

Il motivo è presto detto: l’ex impiegata di banca, dopo aver messo a segno i prelievi e gli acquisti, tornava in ufficio per cancellare quelle transazioni dai conti. E quindi gli ignari clienti non avrebbero saputo nulla, se non nel vedere il saldo finale ridotto. I carabinieri, contattati dalle vittime, hanno contato sulla collaborazione del personale dell’istituto di credito per perquisire gli uffici e in seguito anche l’abitazione dell’ex impiegata infedele. Così si è scoperto che alla coppia di anziani erano stati portati via circa 31 mila euro nell’arco di tre anni e 5 mila euro a un’altra donna. La 40enne ha quindi ricevuto l’avviso di garanzia dalla procura di Brescia per accesso abusivo a sistema informatico e truffa.

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