Femminicidio a Milzano, marito sarà interrogato in carcere foto

Venerdì sera i due avrebbero discusso prima della causa di separazione che avrebbero avviato il giorno dopo.

(red.) La comunità bresciana di Milzano è devastata e sotto shock per il femminicidio di venerdì sera 8 maggio all’interno della villetta di via Usignolo. Zsuzsanna Mailat, di 39 anni, conosciuta in paese come Susy, è stata accoltellata dal marito 41enne Gianluca Lupi e in presenza dei tre figli di 3, 7 e 15 anni. Subito dopo il delitto, l’uomo è stato arrestato e si trova attualmente nel carcere di Canton Mombello a Brescia con l’accusa di omicidio. Dopo aver deposto nel primo interrogatorio già quel venerdì sera davanti al pm Carlo Pappalardo e ai carabinieri della compagnia di Verolanuova dicendo loro di “aver agito in un momento di follia“, nella giornata di oggi, lunedì 11 maggio, sarà sottoposto dietro le sbarre ad altre domande.

Quelle del giudice delle indagini preliminari Luca Tringali per disporre la convalida del fermo dell’assassino. E in questa circostanza l’uomo, che è incensurato, potrebbe fornire altri elementi o avvalersi della facoltà di non rispondere. Come è stato ricostruito dagli inquirenti finora, i due coniugi sabato 9 maggio (il giorno successivo al delitto) si sarebbero dovuti presentare dai legali per il divorzio. Nonostante l’uomo non accettasse la fine di quella relazione durata sedici anni. E la sensazione è che stessero discutendo proprio di quello quel venerdì sera e durante la quale si è accesa l’ennesima lite.

Di fronte ai fendenti del padre contro la madre, era stata la figlia di 15 anni ad allertare i soccorsi e carabinieri. E nello stesso momento davanti alla villetta era intervenuto il sindaco Massimo Giustiziero, vicino di casa, attirato dalle urla. Nelle ore successive, i figli sono stati portati dalla zia paterna e la salma della vittima ricomposta in obitorio per l’autopsia. Quella di ieri, domenica 10 maggio, è stata quindi una festa della mamma sotto tono in paese e con molti che si sono recati davanti a quella villetta per deporre fiori, disegni e messaggi. Il femminicidio, ovviamente, non è mancato nelle parole del parroco don Lorenzo Boldrini nel corso della messa.

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