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Delitto Fantoni, indagato ha ucciso per raptus dopo un rifiuto sessuale?

Ieri mattina la confessione durante l'interrogatorio in carcere. Stasera alle 18,30 ritrovi in Comune e a Brescia.

(red.) La confessione di Andrea Pavarini, il giardiniere 32enne accusato di aver ucciso Francesca Fantoni, di cui il corpo senza vita è stato trovato lunedì mattina 27 gennaio nel parco pubblico dei Bersaglieri di Bedizzole, nel bresciano, ha inferto una svolta all’indagine. Il giovane, che come ha detto il suo avvocato Ennio Buffoli, ha risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari dal carcere di Brescia, è stato messo di fronte al fatto che quella macchia sulla felpa indossata sabato 25 sera e ripreso due volte dalle telecamere di sorveglianza fosse proprio della vittima. La conferma è arrivata dall’esame del Dna e a quel punto il giardiniere presunto assassino non ha potuto fare altro che cedere e rivelare il delitto.

Per questo motivo al termine dell’interrogatorio si è visto convalidare il fermo e resta detenuto a Canton Mombello dove si trova dalla tarda serata di lunedì. Nel corso di questa settimana sarà eseguita l’autopsia disposta dal magistrato Marzia Aliatis e nel frattempo i carabinieri hanno rivelato che si sarebbe trattato di un omicidio molto violento, a mani nude con calci e pugni e strangolando la vittima. Ma gli inquirenti stanno anche indagando sul movente che avrebbe spinto l’uomo a uccidere la 39enne. Di certo, come conferma anche la famiglia della vittima, i due si conoscevano in un rapporto di amicizia. Tanto che anche le telecamere di sorveglianza di un bar avevano immortalato i due mentre bevevano un thé nel locale e insieme poi uscivano dall’esercizio.

Erano circa le 20,30, ma poi intorno alle 22 le telecamere di un altro locale, il “Dreb Café” di viale Fiamme Verdi avevano ripreso solo il 32enne con la felpa – la stessa delle 20,30 – sporca di sangue. Cosa potrebbe essere successo in quell’ora e mezza? Secondo gli inquirenti, i due potrebbero essersi trovati nel parco pubblico e lui potrebbe aver chiesto alla donna un rapporto sessuale. Ma di fronte al suo rifiuto, lui potrebbe aver avuto un raptus e aver colpito la donna fino a ucciderla e nasconderne il corpo tra i rami e le foglie in un angolo dell’area verde. Tuttavia, avrebbe commesso l’errore di non disfarsi della felpa sporca e di averla messa tra gli indumenti da lavare. E questa traccia è stata decisiva.

Come era emerso, la famiglia della vittima conosce il 32enne ed era anche capitato di allontanarlo da casa nel momento in cui forse il giovane avrebbe voluto incontrare più spesso Francesca Fantoni, che era seguita dai servizi sociali a causa di un ritardo cognitivo. E così si è scoperto ora l’ennesimo caso di femminicidio nel bresciano. Ai fini dell’indagine, si cercherà anche di verificare il contenuto del cellulare della donna che era stato trovato distrutto nella piazza del paese, non distante dal parco.

Nel frattempo ieri sera, mercoledì, il caso è stato affrontato dal programma tv “Chi l’ha visto?” su Rai3, con la mamma Milena e la sorella Elisa insieme all’avvocato Alberto Scapaticci. Per stasera, giovedì 30 gennaio, il Comune e la Commissione Pari Opportunità di Bedizzole hanno organizzato un ritrovo alle 18,30 sotto i portici del municipio e dove si trova la panchina rossa per un momento di ricordo della vittima. Un presidio che a distanza si svolgerà anche a palazzo Loggia a Brescia. Altri pensieri saranno dedicati alla 39enne durante le messe di domenica 2 febbraio, mentre domani, venerdì, è previsto un altro incontro in chiesa come momento di preghiera.

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