Delitto Fantoni, sospettato è entrato in un altro bar dopo l’omicidio foto

Andrea Pavarini ripreso dalle telecamere con addosso una felpa sporca di sangue e pieno di graffi e lividi.

(red.) Nelle ore intorno a mercoledì 29 gennaio nel carcere di Canton Mombello a Brescia ci sarà l’interrogatorio per la convalida del fermo di Andrea Pavarini, il 32enne giardiniere e padre di un bimbo di tre mesi, residente in via Monteroseo a Bedizzole, unico indiziato dell’omicidio della 39enne Francesca Fantoni. E nelle stesse ore il sostituto procuratore di Brescia Marzia Aliatis, titolare dell’indagine, darà l’incarico per eseguire l’autopsia sul corpo della vittima. Francesca, dopo essere sparita dallo scorso sabato sera 25 gennaio e non essere rientrata a casa dalla sua passeggiata in centro, era stata trovata senza vita lunedì 27 di mattina in un angolo nascosto del parco dei Bersaglieri, a due passi dalla piazza centrale e dal luna park.

Già quel lunedì, nella tarda serata, l’unico sospettato era stato portato dietro le sbarre, ma lui ha sempre negato qualsiasi responsabilità. Dalla conferenza stampa di ieri mattina, martedì, da parte dei carabinieri della compagnia di Brescia e quelli di Desenzano sono emersi una serie di dettagli. Andrea Pavarini, secondo gli inquirenti, si sarebbe intrattenuto con Francesca Fantoni all’interno di un bar, come accertato anche dalle immagini riprese dalle telecamere interne, mentre bevevano un thé. E subito dopo sono stati visti uscire. Questo episodio risalirebbe a sabato sera intorno alle 20,30 e in seguito, lo stesso 28enne sarebbe stato notato, stavolta da solo, entrare al bar “Dreb Café” di viale Fiamme Verdi.

Subito la barista e alcuni clienti avevano visto il suo stato, con una felpa che indossava con una grossa macchia e una serie di lividi. Ma di fronte alle richieste per capire cosa gli fosse successo avrebbe glissato e avrebbe anzi chiesto alla barista di andare a mangiare una pizza insieme in serata. Di fronte al rifiuto sarebbe ritornato alla sua Nissan Micra e anche questa situazione sarebbe stata registrata dalle telecamere del locale. Quella felpa sporca sarebbe una traccia – da valutare ancora se decisiva – visto che i militari hanno verificato di aver trovato in casa del 32enne gli stessi abiti sporchi di sangue, fango e terra che aveva indosso quel sabato sera. Ora saranno compiuti una serie di accertamenti controllando il dna del sangue sulla felpa e verificando la compatibilità con la 39enne uccisa.

E secondo i carabinieri, l’uomo – che avrebbe fatto tutto da solo e da valutare se usando anche qualche oggetto – avrebbe commesso un delitto violento, da capire anche se abbia portato avanti un tentativo di violenza sessuale. Nel frattempo ieri, martedì, la sorella della vittima è stata chiamata a riconoscere il corpo della congiunta e ora le indagini, anche sul movente, vanno avanti. Dalla famiglia della donna fanno sapere di conoscere Andrea Pavarini e che lui avrebbe conosciuto Francesca Fantoni, ma gli stessi parenti lo avrebbero allontanato per i suoi atteggiamenti. In attesa di nuovi sviluppi investigativi, in paese sono state aperte due raccolte di fondi da parte degli esercizi commerciali e dagli amici della classe 1981 per sostenere le necessità della famiglia della vittima, conosciuta e ben voluta a Bedizzole.

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