Delitto Fantoni, carabinieri: “Abiti sporchi di sangue in casa dell’indagato”

Le immagini riprese dalle telecamere avrebbero immortalato 32enne accusato con una macchia sulla felpa.

(red.) Lui, il 32enne in stato di fermo e condotto nel carcere di Brescia, non ha confessato il delitto, ma ora nei suoi confronti gli elementi indiziari stanno aumentando. Questa mattina, martedì 28 gennaio, i carabinieri della compagnia di Desenzano del Garda con quelli del Nucleo di Brescia hanno tenuto una conferenza stampa per presentare nuovi aggiornamenti nel delitto della 39enne Francesca Fantoni a Bedizzole, nel bresciano. Ed è emerso che nell’abitazione di Andrea Pavarini, giardiniere in paese e ultimo ad aver visto la donna con la quale aveva preso un thé in un bar vicino alla piazza centrale di Bedizzole, c’erano abiti sporchi di sangue.

Proprio questi indumenti, scoperti nella lavanderia di casa durante la perquisizione di ieri, lunedì, hanno portato a porre lo stato di fermo per il presunto assassino. “L’assassinio è stato un atto estremamente violento e il presunto colpevole è stato individuato anche grazie alle immagini delle telecamere che prima hanno visto uscire i due assieme, da un bar, e successivamente una grossa macchia sulla felpa dell’uomo” è emerso da punto stampa.

Il 32enne non ha confessato il delitto, ma non avrebbe nemmeno saputo spiegare il motivo di quegli abiti sporchi di sangue nella sua casa. Ora si attende anche l’autopsia disposta dal magistrato anche per capire se la donna sia stata uccisa durante un tentativo di violenza sessuale. In ogni caso, come hanno aggiunto i carabinieri, la sensazione è che Francesca Fantoni sia stata uccisa proprio nel parco e poi abbandonato il corpo sul posto e non, invece, trascinato fin lì in un secondo momento.

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