Prostitute da Romania a Brescia, un aguzzino era stato aggredito

Un ricercato gestiva da solo tre ragazze. In via Tagliaferri era stato picchiato perché faceva concorrenza.

(red.) Due bande di sfruttatori, undici ragazze coinvolte e le strade cittadine di Brescia, così come in provincia in vari appartamenti teatro delle prestazioni sessuali a pagamento. Sono gli elementi emersi ieri, venerdì 28 novembre, dalla presentazione dell’operazione condotta dalla Squadra Mobile della questura di Brescia che ha sgominato due gruppi. I loro titolari, tutti romeni, sono finiti agli arresti, ma uno di loro, che gestiva da solo la seconda banda, è riuscito a scappare e ora è latitante. Le ragazze che arrivavano dalla Romania verso l’Italia sapevano che avrebbero dovuto fare le prostitute, ma speravano in seguito di trovare un altro impiego più regolare.

Di fronte a quello sfruttamento, una di loro nel 2018, dopo aver conosciuto un’altra persona con cui si era legata, aveva avuto il coraggio di denunciare la situazione. Così era partita l’indagine che ora ha fatto finire in manette i componenti di una banda, dai 24 ai 33 anni. Sono accusati non solo di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, ma anche di estorsione, visto che avrebbero intimato alle ragazze di farsi inviare il denaro, per circa 700 euro al giorno. Le otto ragazze gestite da una banda e le altre tre sotto carico del quarto membro venivano impiegate su via Milano, sulla provinciale da Brescia a Rezzato e anche in appartamenti al quartiere Primo Maggio in città e a Castel Mella.

Si è anche scoperto che per evitare di essere fermati dalla Polizia, i quattro stavano in Romania e si facevano inviare i guadagni delle prostitute tramite i money transfer. E tra le ragazze pare che ci fosse anche il progetto, mai entrato in azione, di far giungere anche minorenni. Uno dei quattro destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare, tra l’altro, era stato aggredito in una sala scommesse in via Tagliaferri a Brescia da parte di qualche concorrente che non voleva che l’uomo facesse prostituire le ragazze nella “sua” zona tra via Milano e via Villa Glori.

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