Azzano Mella, la uccide a bastonate e poi si impicca a un’altalena

Moustafa El Chani avrebbe reagito in quel modo contro Mara Facchetti che voleva interrompere il loro rapporto.

(red.) Si tratta di un caso di femminicidio quello andato in scena ad Azzano Mella, nella bassa bresciana, dove nella giornata di ieri, venerdì 28 novembre, sono stati trovati prima il corpo di un uomo impiccato e poi quello di una donna, chiusa in auto, con una serie di colpi che l’hanno uccisa. Che sia stato un episodio di omicidio e suicidio ne sono convinti i carabinieri della compagnia di Verolanuova e il magistrato di turno dopo aver accertato quanto sarebbe accaduto. Le vittime sono Moustafa El Chani, 32enne marocchino irregolare e senza parenti in Italia e la 46enne Mara Facchetti, entrambi residenti a Brandico, non lontano da Azzano. L’allarme era scattato ieri mattina intorno alle 8 con il ritrovamento del giovane impiccato con una corda a un’altalena nell’area verde dietro il parco Azzano d’Italia.

A dare l’allerta era stato un ingegnere che per conto dell’amministrazione comunale stava facendo un sopralluogo per installare alcune telecamere di videosorveglianza. Poco tempo dopo da altri cittadini è arrivato un altro allarme, a poco più di un chilometro di distanza, per la presenza di un’auto abbandonata nei campi e con a bordo diverse tracce di sangue e il corpo senza vita di una donna. I militari e il magistrato di turno, dopo aver appurato le generalità delle vittime, hanno incrociato i loro dati scoprendo il collegamento e anche come i due consumassero sostanze stupefacenti. Ma ciò che ha portato all’omicidio della donna da parte del 32enne e poi al suicidio dello stesso nordafricano sarebbe stato un movente passionale. Mara Facchetti, che lascia anche una figlia di soli 5 anni, si era lasciata con il marito, residente a Lograto, da due anni.

E proprio in questo periodo si era legata al giovane, pur con molti alti e bassi e sullo sfondo di una situazione nebulosa e alle prese con la droga. Pare che più di qualche parente, a partire dalla madre, avesse consigliato alla 46enne di rompere la relazione con il 32enne e forse ci stava riuscendo. Giovedì sera 28 novembre i due si sarebbero trovati in auto di lei e avrebbero raggiunto un campo vicino a una cascina. E’ probabile che qui la donna avesse detto al giovane di voler troncare il rapporto, ma lui non si sarebbe capacitato di questo. Per questo motivo l’avrebbe colpita a bastonate in faccia e sulla testa uccidendola sul colpo. Poi avrebbe tentato subito di farla finita, ma la seconda situazione è avvenuta diverse ore dopo. Cioé ieri all’alba quando il 32enne che vagava a piedi per le strade ha raggiunto il parco dove si è impiccato.

E a questo si aggiunge un altro elemento inquietante, visto che pare che Moustafa avesse detto a un’amica, tramite Facebook, di voler uccidere la donna. Ora le indagini vanno avanti, anche sentendo i parenti della 46enne e chi conosceva quella coppia. Le salme dei due sono state recuperate e ricomposte all’obitorio dell’ospedale Civile di Brescia dove saranno sottoposte all’autopsia disposta dal magistrato, anche per verificare se i due avessero assunto droghe prima di morire. Per la famiglia di Mara Facchetti si tratta di una tragedia dai risvolti ancora più drammatici dopo quanto era successo al padre 26 anni prima. Era il 1993 a Offlaga quando Giuseppe Facchetti, che si era appartato in auto con un’amante – poi scoperto essere la cognata – era stato ucciso con un colpo di fucile dalla cosiddetta “banda delle coppiette”.

I tre componenti, tutti giovani, vennero arrestati e condannati e hanno già scontato la loro pena. E di fronte a un ennesimo caso di femminicidio, sul quale indagano i carabinieri di Verolanuova, la comunità di Brandico è sotto shock e vicina alla famiglia della 46enne. L’unico a parlare è il sindaco Fabio Pensa che sottolinea come la donna stesse con gli altri bambini in asilo per una serie di iniziative e aveva anche organizzato lo spiedo per la scuola. A livello famigliare, è stato il fratello a riconoscere il corpo senza vita di Mara e intanto si attende anche l’arrivo di un’altra sorella, compagna del pilota Alex Caffi. Nessun parente, invece, come detto per El Chani che era già stato denunciato diverse volte per reati contro il patrimonio e spaccio di cocaina.

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