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“Oro nero“, niente Iva sulla benzina: c‘è anche Brescia

E' arrivato anche ai distributori bresciani il carburante rivenduto da una società veronese a prezzi ribassati per il fatto di aver eluso pagamento dell'Iva.

(red.) L’altro giorno, mercoledì 13 novembre, le Fiamme Gialle del comando provinciale della Guardia di Finanza di Verona hanno arrestato sei persone notificando loro altrettante ordinanze di custodia cautelare – due in carcere e quattro ai domiciliari – per una frode nel campo dei carburanti. Al centro di tutto c’è una società di Arcole coinvolta nell’operazione “Oro nero” e che avrebbe evaso l’Iva su benzina e gasolio fino a 21 milioni di euro. L’accusa per tutti i coinvolti è associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali.

Dietro tutto questo c’è l’ennesima situazione di operazioni inesistenti, società cartiere e fatture false ricostruita dalla Finanza di Soave e scoprendo la maxi frode nel commercio di 80 milioni di litri di carburante per un valore totale di oltre 120 milioni di euro. Tutto era partito nel 2016 quando venne creata una società ad Arcole e posta, secondo l’accusa, a capo dell’intero sistema. Attraverso le cartiere, la società si sarebbe fatta vendere benzina e gasolio senza pagare l’Iva e rivendendo poi ai distributori sul territorio (anche nel bresciano) con prezzi più bassi rispetto al mercato. In ogni caso, i gestori delle varie pompe di benzina coinvolte non sono indagati e nemmeno interessati direttamente.

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