Carpenedolo, tre cacciatori finiscono nei guai

Usavano richiami acustici e dal loro capanno sparavano agli uccelli, protetti, attirati dai suoni. Uno di loro è stato arrestato e gli altri due denunciati.

Più informazioni su

(red.) Nella giornata di mercoledì 23 ottobre, in cui numerosi cacciatori praticano l’attività venatoria, tre persone sono finite nei guai nella bassa bresciana da parte dei carabinieri di Carpenedolo. Infatti, seguendo alcune segnalazioni e muovendosi con le guardie ecologiche, hanno trovato un capanno da dove spuntava una canna di fucile e anche avvertito dei richiami acustici. Dalla struttura erano poi partiti dei colpi e infine i tre hanno recuperato gli uccelli abbattuti. Ma tutto sotto la vista dei militari che li hanno fermati. Sono un 53enne di Nave e un 61enne e il figlio di 19 anni di Bedizzole.

Nel capanno, perquisito dai carabinieri, c’erano cinque uccelli protetti e il controllo si è esteso alle abitazioni dei tre trovando altre specie protette. Tra l’altro, il 53enne aveva un fucile non denunciato e non poteva nemmeno cacciare visto che non aveva la licenza. Di conseguenza è stato arrestato per detenzione e porto abusivo di armi, furto aggravato ai danni dello Stato e ricettazione degli uccelli trovati nella sua casa. Ieri nel rito per direttissima è stato condannato a un anno di reclusione al pagamento di una multa da 2 mila euro. Gli altri due sono stati denunciati per furto in concorso, mentre armi e fauna sono state sequestrate.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.