Stranieri, un clandestino in un laboratorio tessile

Bilancio dei controlli effettuati dai carabinieri nei giorni scorsi. In un'attività un cinese teneva nascosto un addetto in una stanza dietro finta parete.

(red.) Nei giorni precedenti a lunedì 14 ottobre i carabinieri bresciani della compagnia di Verolanuova sono stati impegnati in una serie di controlli per il contrasto alla presenza di cittadini stranieri senza permesso di soggiorno. Così nel mirino sono finite stazioni ferroviarie, parchi pubblici, principali arterie di comunicazione della bassa, ma anche laboratori tessili per la verifica dell’impiego di manodopera clandestina e in sinergia con l’ufficio Immigrazione della questura di Brescia. Tra i denunciati, ci sono due marocchini fermati a un posto di blocco a Leno per possesso di un coltello a serramanico con una lama di 6 centimetri, oltre al ritiro della patente e il fermo del veicolo per guida in stato di ebbrezza.

Guai anche per un cinese proprietario di un laboratorio tessile a Offlaga, per aver favorito la permanenza di clandestino. Durante il controllo del laboratorio tessile, dove sono stati identificati 9 cinesi in regola con il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro, dietr una finta parete in cartongesso c’era una piccola stanza di 5 metri quadri e con un giaciglio ed alcuni suppellettili dove si nascondeva il clandestino.

Per il resto, durante lo scorso settembre sono stati denunciati altri 19 extracomunitari a piede libero perché senza permesso di soggiorno. Sono un nigeriano e un marocchino espulsi con accompagnamento alla frontiera e altri 17, tra marocchini, egiziani, tunisini, un albanese, un senegalese, un nigeriano e un cinese) accompagnati alla questura di Brescia per notificare il decreto di espulsione. In tutto sono stati 208 gli stranieri controllati.

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