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Rave party a Offanengo, beccati due bresciani

Sono tra organizzatori del mega raduno andato in scena sabato sera in un capannone in provincia di Cremona. Forze dell'ordine al lavoro per quattro giorni.

(red.) Ci sono anche due bresciani tra quelli finiti nei guai per il rave party abusivo organizzato lo scorso fine settimana, sabato 21 settembre, a Offanengo, in provincia di Cremona. Tanto che l’operazione effettuata dalle forze dell’ordine ha portato a due arresti e a cinque denunce. Il luogo del rave, dove si era svolto anche nel 2016, è la ex Mae in zona industriale e dove sono arrivate fino a 4 mila persone provenienti da tutta Europa e intente a godersi la musica ad alto volume, ma anche a consumare sostanze stupefacenti. L’intervento delle forze dell’ordine, svolto da quel sabato sera e fino a martedì pomeriggio 24 settembre impiegando Polizia di Stato, Stradale, carabinieri, Digos, vigili del fuoco e Polizia Locale, è stato presentato ieri, mercoledì.

Sabato intorno alle 22,30 ai carabinieri erano arrivate le prime segnalazioni dai residenti per la musica alta proveniente dal capannone. E dopo non essere riusciti ad evitare lo svolgimento della manifestazione, le forze dell’ordine hanno assicurato la sicurezza e la sorveglianza fino a lunedì, alla ripresa della settimana di lavoro. La musica si è conclusa solo lunedì pomeriggio e a quel punto gli operatori sono andati alla ricerca degli organizzatori. Tra i denunciati – quattro italiani e un romeno tra i 25 e i 35 anni – ci sono anche i due bresciani e sono tutti accusati di danneggiamento, invasione di terreni ed edifici, disturbo della quiete pubblica e messa in scena di spettacolo senza licenza.

Tra l’altro, a bordo di due camion trasportavano un impianto audio. Gli arresti, invece, sono scattati per due francesi che avevano tentato di colpire la vicina stazione di servizio Agip. Sulla loro auto c’erano 40 grammi tra hashish, anfetamine, cocaina, marijuana e oppio e quindi i due – un 41enne un 44enne – sono finiti in manette, portati in carcere e ieri mattina, mercoledì, sottoposti al processo per direttissima.

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