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Finto consulente bresciano incontra Massimo Bossetti

Un uomo ha indicato nome e cognome di un vero professionista (che lo ha denunciato per furto d'identità) avvicinando in carcere il muratore.

(red.) Ha assunto i contorni di un giallo la visita che il muratore di Mapello Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo in via definitiva per il delitto di Yara Gambirasio, ha ricevuto nel carcere di Bollate in cui si trova detenuto. Ne dà notizia il Giornale di Brescia a proposito di un incontro che Bossetti ha avuto con uomo che si è definito essere un consulente informatico bresciano della procura. E in effetti il nome e cognome che aveva fornito al momento di presentarsi all’istituto di pena corrispondevano a quello di un perito bresciano, che però in quel momento in cui è avvenuto il colloquio in carcere in realtà si trovava da tutt’altra parte e con i carabinieri per effettuare una perquisizione.

Il vero professionista è stato informato di quella strana visita e quindi ha denunciato l’episodio alle forze dell’ordine per furto di identità. Pare che l’uomo che ha incontrato Bossetti durante il momento dedicato ai colloqui abbia detto al detenuto della possibilità di rivedere la sua posizione grazie a un nuovo presunto esame del dna. A questo punto si sta cercando di capire chi possa essere quel personaggio misterioso, visto che non ci sarebbero nemmeno le immagini utili dal carcere per identificarlo. E quindi anche capire come sia possibile che l’uomo sia riuscito a entrare nel carcere fornendo generalità di un altro e parlando con il muratore di Mapello.

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