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Sconcerto a Gavardo, profanata tomba al cimitero

Ieri mattina la scoperta da parte di una donna. I resti di un benzinaio scomparso nel 2001 dopo una malattia erano in bella vista. Indagano i carabinieri.

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(red.) La comunità bresciana di Gavardo è rimasta scioccata dopo quanto venuto alla luce ieri mattina, domenica 22 settembre, al cimitero del paese. Intorno alle 8 nel comune valsabbino, infatti, una donna che tra le prime è entrata al campo santo per visitare i propri cari si è trovata di fronte a una scena orrenda. Una lapide era stata divelta in pezzi e dal loculo era stata rimossa la bara che era a terra e lasciata aperta e con visibili i resti della salma. Si tratta di un uomo di 63 anni, benzinaio in paese, morto nel 2001 per cause naturali dopo aver avuto una malattia. La donna, di fronte a quello scempio, ha attirato l’attenzione di altri primi visitatori che stavano giungendo al cimitero e ha poi chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia di Salò, la Polizia Locale e la Scientifica dei carabinieri per analizzare alcuni elementi della scena. L’ingresso al campo santo è stato interdetto per un paio di ore e riaperto solo a metà mattina, intorno alle 11,30, per consentire tutti i rilievi del caso. Visto che la lapide era stata distrutta e si era reso difficile l’identificazione della salma profanata, si sono dovute usare le planimetrie per capire di chi si trattasse. E lo sgomento riguarda proprio il fatto che il benzinaio deceduto aveva un passato cristallino. A quel punto si è passata in rassegna la vicenda di qualche suo familiare, scoprendo che un fratello dell’uomo si era suicidato nel gennaio del 1993 tra i boschi della Gavardina, vicino al fiume Chiese. E nei giorni prima di togliersi la vita era stato sentito dalle autorità competenti per un duplice omicidio di un padre e un figlio a Carzago di Calvagese della Riviera prima di Natale. Ma le due vicende sono slegate tra loro.

La sensazione dall’episodio avvenuto sabato notte 21 settembre è che i malviventi abbiano agito scavalcando il cancello o il muro di cinta e per poi scagliarsi contro la lapide con mazze e picconi. I carabinieri hanno anche verificato che quel loculo era stato l’unico preso di mira, ma non mancava nulla di valore e non si sono registrati nemmeno furti su altre tombe. E’ stato anche escluso che si trattasse di riti satanici visto che sul posto non sono state trovate candele o altri oggetti particolari. I resti del benzinaio sono stati condotti all’istituto di medicina legale per controllare che fossero integri, mentre al posto della lapide al momento è stata posta una copertura in plastica. Le indagini sono appena iniziate per decifrare il mistero.

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