Riciclaggio, chi sono i bresciani fermati dalla GdF

Un imprenditore di Zone e due titolari di aziende di metalli in Valcamonica hanno la posizione più grave. Gli altri abitano tra Iseo, Sulzano e Sale Marasino.

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(red.) Sono tutti residenti tra Iseo, Sulzano e Sale Marasino i sei bresciani che nelle ore precedenti a giovedì 5 settembre sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Denaro pulito” e contro il riciclaggio internazionale. In sintesi, gli incassi di un vasto giro di fatture false e basate su operazioni inesistenti venivano dislocati su conti correnti in Slovenia per poi riportare le somme in Italia attraverso una smodata quantità di prelievi agli sportelli bancomat. E l’indagine ha portato al sequestro preventivo di 1,3 milioni di euro nei confronti dei sei soggetti, tutti denunciati a piede libero per riciclaggio internazionale e frode fiscale.

In una situazione più grave ci sono un imprenditore di Zone e due titolari di aziende di metalli della Valcamonica. Secondo l’inchiesta, proprio il primo, con l’aiuto di altri tre, aveva emesso le fatture false verso i titolari delle imprese camune e quindi destinare l’incasso all’estero. L’operazione, oltre al Sebino, ha portato le Fiamme Gialle a muoversi anche a Milano. Nei numeri del sequestro ci sono conti correnti, quote sociali, beni immobili e mobili e assicurazioni.

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