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Agnosine e Fornaci, fermati due bracconieri

Un 62enne di Lumezzane bloccato in Valsabbia e un giovane in città. Avevano allestito sistemi di reti e suoni per attirare centinaia di uccelli protetti.

(red.) Mercoledì 28 agosto i carabinieri forestali bresciani di Vobarno sono stati impegnati in un doppio intervento di contrasto al bracconaggio tra Binzago di Agnosine e Fornaci, a Brescia. In Valsabbia è finito nei guai un cacciatore di Lumezzane che all’interno di un terreno accanto alla sua seconda abitazione aveva allestito un maxi sistema illegale per attirare gli uccelli. Infatti, sono stati trovati numerosi cavi, pali e anche delle piante oltre a dispositivi per emettere suoni. In particolare, cinque diffusori per attirare tordi bottaccio e capinere e sette reti da uccellagione ampie circa dieci metri ciascuna. E proprio nelle reti nel momento in cui i militari sono intervenuti c’erano balie nere, beccafichi e capinere che si dimenavano dopo essere stati catturati.

Ma c’era spazio anche per gabbie di fringuelli, frosoni, pettirossi, beccafichi, tordi e capinere per un totale di 76 uccelli protetti e senza anellini, poi tutti liberati. Alcuni, invece, sono stati trasferiti in un centro per di recupero della fauna selvatica. La perquisizione ha portato a scoprire altri uccelli protetti, cinque reti, una trappola per mammiferi e altri 244 uccelli protetti spiumati e congelati per essere destinati alla vendita. Il bracconiere 62enne, tra l’altro, era già noto alle forze dell’ordine dopo essere stato un capannista e ancora con due appostamenti fissi di caccia. Aveva incassato altre denunce portando alla revoca della licenza e ora ha ricevuto una denuncia per furto aggravato ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato e rischiando dai 2 ai 6 anni di reclusione.

A Fornaci, invece, nel mirino dei forestali è finito un 25enne dopo un appostamento nei pressi di un campo di mais. Qui, in effetti, si udiva un canto proveniente da un cellulare e scoprendo che il giovane aveva anche installato una rete catturando una decina di uccelli protetti. La perquisizione si è estesa alla sua casa trovando 25 reti, 63 piccole tagliole, tre richiami elettroacustici, 178 uccelli morti, un fucile e 300 proiettili. In realtà non era autorizzato a usare quell’arma e infatti ha anche ricevuto una denuncia per porto abusivo di armi. Mentre anche il titolare del fucile ha avuto un richiamo per omessa custodia.

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