Martellate a moglie e figlia, portato in carcere

Lunedì notte Giuseppe Vitali ha tentato di uccidere le due congiunte. Poi è stato fermato dai carabinieri. Non ha voluto spiegare i motivi di quel gesto.

(red.) Da ieri mattina, martedì 16 luglio, si trova detenuto nel carcere di Canton Mombello a Brescia il 59enne Giuseppe Vitali, che nella notte di lunedì, intorno alle 3, aveva ferito in casa a martellate la moglie e la figlia a Coccaglio, in provincia. Tutto è accaduto in via Fratelli Rosselli, al civico 26, nel momento in cui pare che l’uomo abbia avuto un raptus di follia scagliandosi con l’arma contro la moglie Denise nel letto e poi verso la figlia Giulia di 21 anni. Proprio lei, urlando, ha attirato l’attenzione di un fratello che abita nella stessa palazzina e che, svegliandosi, ha chiamato i carabinieri. E al termine della giornata di follia, il padre di famiglia si è visto mettere le manette per tentato duplice omicidio.

Le due donne sono rimaste gravemente ferite alla testa e alle braccia e poi ricoverate in ospedale in prognosi riservata, ma non sarebbero in pericolo di vita. L’aggressore, invece, dopo averle colpite è stato portato in caserma e sentito dai carabinieri ai quali ha detto di aver voluto cercare di ammazzare la moglie e la figlia e dare fuoco alla casa con della benzina. Carburante che in effetti è stato trovato all’interno di alcune taniche nel garage della villetta. E prima di finire in arresto, è stato sentito piangere e si era reso conto di quanto aveva fatto, ma senza dare i motivi di quel gesto. In effetti, prima non c’era stata alcuna aggressione e anche i vicini di casa parlano di una famiglia irreprensibile e dalla quale non erano mai arrivati momenti di agitazione.

Tuttavia, sembra che l’agricoltore abbia colpito a causa di una situazione economica precaria dovuta a debiti e allo scarso lavoro. Uno scenario che porterebbe a tensioni anche con altri parenti. In ogni caso, durante la giornata è arrivata anche la Scientifica per analizzare le tracce e indagare sull’accaduto. A questo punto entro i prossimi quattro giorni l’uomo sarà sentito dal pm e dal giudice delle indagini preliminari per l’interrogatorio di convalida del fermo. Ma attualmente sarebbe sotto shock. E cosa ne pensano a Coccaglio? La comunità è incredula perché molti conoscevano, anche se solo di vista, la famiglia ma nessuno parla di problemi o tensioni particolari. L’intera vicenda è al vaglio dei carabinieri della compagnia di Chiari.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.