Ospite a Brescia, abusa della figlia di due amici

Conferma anche dal test del Dna dopo che un 23enne africano, attualmente in carcere a Pavia, aveva sempre negato di aver violentato una bambina di 3 anni.

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(red.) Dallo scorso aprile un 23enne nigeriano si trova detenuto nel carcere di Pavia con la pesante accusa di violenza sessuale su una bambina di soli 3 anni. Il giovane africano, come dà notizia il Giornale di Brescia trattando questa brutta vicenda, ha sempre negato gli abusi, ma nei giorni precedenti a mercoledì 12 giugno ha ricevuto la conferma tramite il test del Dna. Una situazione che si prepara ad approdare anche in tribunale in vista della inevitabile richiesta di rinvio a giudizio e dopo che la procura ha negato la richiesta di patteggiamento presentata dal legale del giovane. Di conseguenza è facile che venga scelto il rito abbreviato.

I fatti si sarebbero consumati in un periodo in cui il 23enne era in Italia con un permesso di soggiorno a tempo determinato e, dopo la permanenza in un centro di Nuoro, si era trasferito dalla sorella in provincia di Brescia. Due mesi fa, in aprile, in quanto conoscente, era stato ospite di una famiglia e ai primi giorni del mese si era intrattenuto con la piccola. La situazione era precipitata quella sera nel momento in cui la madre aveva notato la bambina piangere mentre andava a letto e anche sanguinante alle parti genitali.

E all’ospedale Civile di Brescia avevano confermato l’abuso, ma nessun rapporto completo. A quel punto il padre della piccola vittima aveva denunciato il 23enne che era stato bloccato, non senza fatica, in casa della sorella e dopo aver cercato di divincolarsi a calci e pugni tra i carabinieri era stato arrestato e condotto prima a Canton Mombello e poi a Pavia.

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