Rifiuti, veleni tra Pontevico e Torbole Casaglia

Tra arrestati anche un 66enne di Padenghe con precedenti. A Torbole è stata la proprietaria dell'edificio dato in affitto a lanciare l'allarme per l'uso.

(red.) Sta facendo discutere l’indagine sul traffico illecito di rifiuti scoperto nell’ambito di un’inchiesta della procura antimafia di Milano e che ha coinvolto anche la provincia di Brescia. 20 sono stati gli arrestati, di cui 12 in carcere e 8 ai domiciliari e tra loro, per gestione di rifiuti non autorizzata, c’è anche un 66enne di Padenghe sul Garda. Dalle carte d’indagine emerge come sia l’amministratore unico della società Geo risorse che è stata sequestrata e le quote affidate a un curatore. L’uomo sembra essere il gestore di una discarica abusiva a Verona San Massimo dove sarebbero stati stoccati una parte degli 11 mila metri cubi di rifiuti indifferenziati urbani trovati dalle forze dell’ordine. Tra l’altro il bresciano è tutt’altro che incensurato, visto ha che precedenti per truffa, ricettazione, appropriazione indebita e reati contro la fede pubblica.

Per quanto riguarda le discariche bresciane scoperte, una era in un capannone di via Feroldi a Pontevico e l’altra in via Vespucci a Torbole Casaglia. Nel primo caso, nel luglio del 2018 erano stati fermati due autisti che, legati a una ditta di trasporti, stavano portando rifiuti per conto di una società e di cui due componenti erano stati arrestati lo scorso febbraio 2019. All’interno sono stati sequestrati due montacarichi e a un automezzo. A Torbole Casaglia, invece, erano state scoperte 500 le tonnellate di rifiuti speciali. Su questa a lanciare l’allarme era stata una donna bresciana, proprietaria dello stabile, dicendo ai carabinieri della compagnia di Chiari che l’edificio ceduto tramite un’agenzia immobiliare in affitto era stato usato in maniera illegale.

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