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In manette dopo furti nord Italia. Un colpo a Erbusco

Ieri sono scattati gli arresti per quattro albanesi che negli ultimi mesi hanno condotto rapine violente ai danni delle abitazioni. Anche nel bresciano.

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(red.) All’alba di ieri, mercoledì 22 maggio, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Casale Monferrato con quelli di Legnano e coordinati dalla procura piemontese di Vercelli hanno arrestato quattro componenti di una banda per una serie di rapine violente commesse in diverse abitazioni del nord Italia. E una di queste, l’ultima, anche a Erbusco, nel bresciano. Tutti albanesi, il loro ultimo colpo era stato proprio nella nostra provincia lo scorso 13 maggio. Le manette sono scattate nell’ambito dell’operazione “Ice eyes” visto che le vittime hanno riconosciuto come unico dettaglio i particolari occhi del capo della banda formata da membri tutti con il volto incappucciato.

Uno dei primi colpi che aveva portato ad aprire le indagini era avvenuto lo scorso novembre ai danni di un imprenditore vitivinicolo di Cella Monte nel Monferrato quando venne minacciato e derubato. Fu infatti costretto ad aprire la cassaforte della sua casa vedendosi spianare armi da fuoco e arnesi da scasso. In quel frangente i malviventi portarono via 10 mila euro in contanti oltre a orologi e gioielli preziosi. Quindi il gruppo criminale era riuscito a fuggire sull’auto di uno dei loro amici. Da lì l’inchiesta ha portato a identificare e a far finire dietro le sbarre un 24enne, un 28enne e un 32enne tutti clandestini pregiudicati di Legnano e un 25enne residente a Tortona. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine in abitazione, detenzione e porto illegale di armi, oggetti atti ad offendere e arnesi atti allo scasso, lesioni personali aggravate.

I militari sono partiti dall’identificazione del capo della banda attraverso una Bmw intestata a un soggetto che aveva 300 mezzi. E sul veicolo lo scorso aprile i malviventi erano stati beccati in provincia di Como per un furto armato in una casa di Villarbasse. Nell’abitacolo erano stati trovati diversi arnesi da scasso. Poi erano avvenute altre rapine tra Trescore Balneario, Parabiago e infine Erbusco. In uno di questi episodi la banda aveva persino aggredito la badante albanese di una coppia di anziani per farsi dare la combinazione della cassaforte. Durante le indagini si è anche scoperto che il gruppo faceva riferimento a due sedi di Legnano e Cassano Spinola.

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