Forestali Vobarno scoprono illegalità in industria

Il caso più clamoroso in una fonderia di Carpeneda che aveva fatto installare più macchinari e camini per aumentare la produzione, ma senza autorizzazione.

(red.) Nei giorni precedenti a mercoledì 22 maggio i carabinieri forestali della stazione di Vobarno sono stati impegnati in una campagna di controlli dal punto di vista delle attività ambientali in provincia di Brescia e quanto è emerge è una situazione desolante per i numerosi illeciti scoperti. Per questo motivo si è arrivati a una serie di denunce e sanzioni. Uno dei casi più degni di nota riguarda il proprietario di una fonderia a Carpeneda di Vobarno e che è impiegata nella pressofusione dell’alluminio. Aveva installato una serie di macchinari e nuovi camini con l’intento di triplicare la produzione e arrivando fino a 20 tonnellate al giorno. Ma – come si dovrebbe fare invece in questi casi – non ha chiesto l’Autorizzazione integrata ambientale alla Provincia di Brescia che ne è responsabile.

Così i sette camini che aveva piazzato erano liberi di lasciare nell’atmosfera del gas in quantità più elevate. I forestali hanno inviato una segnalazione proprio al Broletto insieme all’Arpa e all’Agenzia di Tutela della Salute e sequestrato gli impianti fuori legge. Nei guai anche i titolari di un’azienda di laminazione e di una fonderia a Odolo e Agnosine dove si svolgeva la manutenzione irregolare degli impianti che liberavano fumi. Si parla di illeciti nella gestione di rifiuti speciali e pericolosi tra oli e grassi esausti. Quindi, sono scattate tre denunce e sanzioni amministrative per oltre 74 mila euro.

Altri 545 mila euro di multe sono arrivate per illeciti nel campo edilizio. In questo caso si fa riferimento a rifiuti dalle demolizioni e delle terre e rocce derivanti dagli scavi di cantiere. Nel mirino sono finite cinque imprese di Vobarno, Provaglio Valsabbia, Barghe, Castenedolo e Bedizzole. Infine, i forestali hanno anche denunciato i proprietari di otto vetture abbandonate tra Bione e Castenedolo e multato due titolari di altrettante officine a Sabbio Chiese. Questi, infatti, non avrebbero fatto registrati i gas pericolosi che emettevano. Nei guai anche un’officina abusiva a Castenedolo che ha portato a un’ennesima multa per 19 mila euro.

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