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Rogo a Bassano, la fabbrica resta ancora chiusa

Ieri nuovo sopralluogo dei vigili del fuoco con Arpa e carabinieri sul posto. Livelli inquinanti in sicurezza, deve essere ripristinato impianto elettrico.

(red.) L’azienda galvanica “4 B Treatment” di Bassano Bresciano, in provincia, resta ancora chiusa per definire meglio le cause del devastante rogo divampato domenica pomeriggio 24 marzo e anche per accertare eventuali problemi di inquinamento. Da questo punto di vista, infatti, gli inquinanti finiti nell’aria e nei torrenti che scorrono nella zona sono sotto il livello di guardia, ma sarebbero state trovate delle tracce di materiali a rischio tossicità sulle falde superficiali da dove attingono i pozzi privati. Si tratta di cenere e altri materiali che attraverso i canali di scolo sono finiti nei fossi e nei terreni. Nel frattempo ieri, lunedì 25, in azienda sono tornati i vigili del fuoco con i tecnici dell’Arpa e i carabinieri della compagnia di Verolanuova per svolgere un nuovo sopralluogo.

E sotto osservazione restano proprio le falde e i punti di prelievo dai pozzi privati, tanto che resta ancora in vigore l’ordinanza del sindaco Giovanni Paolo Seniga sul divieto di consumare acqua che non arrivi dall’acquedotto comunale. Domani, mercoledì 27, sul posto sono attesi di nuovo i vigili del fuoco per un altro controllo, mentre al momento l’intera azienda che si occupa di trattamenti galvanici resta chiusa perché considerata inagibile. In realtà non ci sarebbero stati problemi strutturali, ma deve essere ripristinato l’impianto elettrico compromesso nel rogo di domenica. Intanto stanno continuando le verifiche per ricostruire la dinamica dell’incendio e pare accertato che sia avvenuto dopo un corto circuito a una vasca galvanica.

Questo spiegherebbe il primo scoppio seguito dalle fiamme. In quel momento all’interno della fabbrica non c’era nessuno anche perché gli addetti alla manutenzione erano usciti un paio di ore prima. L’impresa si è rivolta a un’azienda specializzata che si occuperà della bonifica del sito, della zona dove scorre il torrente Luzzaga colpito dagli sversamenti e anche di un piano di caratterizzazione per i terreni tra i quali verificare la presenza di eventuali materiali chimici.

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