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Bassano, scoppio e incendio. Allarme nube tossica

Ieri pomeriggio prima delle 15 il tetto in fumo e una nube densa nera da un'azienda che esegue trattamenti galvanici. In serata l'emergenza è poi rientrata.

(red.) Si è sfiorato l’allarme ambientale nella giornata di ieri, domenica 24 marzo, a Bassano Bresciano, in provincia, a causa di una forte esplosione seguita da un incendio all’interno dell’azienda “4B Treatment” in via Brescia. Mancavano pochi minuti alle 15 quando i residenti nei dintorni hanno avvertito un forte scoppio proveniente dalla fabbrica che si occupa di trattamenti galvanici. Ricostruendo quanto accaduto durante la giornata, al termine del turno di lavoro, alle 6,30, all’interno sono rimasti solo alcuni addetti per effettuare la manutenzione fino a metà mattina, circa le 11,30. Poi l’impresa è stata chiusa e nel pomeriggio è avvenuto lo scoppio seguito dalle fiamme, portando alla preoccupazione in paese e nei Comuni vicini, in primis a Manerbio, per la nube di fumo nero alta diversi metri e visibili da chilometri di distanza.

Il timore, visto che nell’azienda si lavorano materiali a rischio tossico, era che le sostanze si fossero riversate nell’aria. Sembra che l’incendio sia scattato per un corto circuito a una vasca di lavorazione contenente soda caustica, zinco e nichel e forse dopo un guasto a un sensore. Nel momento in cui il tetto del capannone andava in fiamme e i residenti lanciavano l’allarme, sono giunte diverse squadre dei vigili del fuoco dal comando provinciale di Brescia con autoscala e un’unità del Nucleo batteriologico chimico e radiologico, insieme a quelli di Verolanuova e Orzinuovi. Per motivi di sicurezza sono giunti anche i soccorsi, tra cui l’automedica e tre ambulanze della Croce Bianca di Brescia e da Verolanuova. Ma per fortuna si sono dovute occupare solo di un operatore antincendio che era rimasto leggermente intossicato e condotto in codice giallo all’ospedale di Manerbio. Il risultato ha quindi visto andare in fumo la copertura dell’azienda (che non presentava amianto), mentre il sindaco Giovanni Paolo Seniga ha emesso un’ordinanza per vietare il consumo di acqua prelevata dai pozzi e consigliato ai residenti di tenere chiuse le finestre per non respirare le possibili sostanze tossiche.

Sul fronte ambientale, sul posto sono giunti i tecnici comunali con quelli di A2a, Arpa, dell’Agenzia di Tutela della Salute e dell’azienda socio sanitaria del Garda. Lo spegnimento dell’incendio si è concluso intorno alle 18 e subito si è proceduto con l’analisi della qualità dell’aria accertando nessun rischio di diossina, nemmeno nei corsi d’acqua che scorrono intorno al paese, ma che restano comunque sorvegliati. Da capire anche se ci saranno divieti per il consumo di ortaggi e frutti coltivati negli orti sul posto. Di quanto accaduto si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Verolanuova, mentre l’emergenza nella serata di ieri è rientrata. C’è anche da capire quando l’azienda potrà ricominciare a lavorare.

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