Marone, sub rischiano di finire nelle reti di frodo

Ieri mattina il nuovo ritrovamento da parte di alcuni sommozzatori che stavano per fare un'immersione. 4,5 chilometri di tramagli recuperati da dicembre.

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(red.) Ieri mattina, domenica 10 marzo, dalla sponda bresciana del lago d’Iseo, all’altezza del porticciolo di Marone, è arrivata una segnalazione da parte di un gruppo di subacquei della Valcamonica per la presenza di due reti abbandonate. Probabilmente da pescatori di frodo e in una zona che si sta sempre più contraddistinguendo per questi episodi. Cinque sommozzatori stavano per compiere un’immersione quando hanno notato due reti piene di pesci bloccati e a una profondità fino a 20 metri, a due passi dalla costa.

Sul luogo, per non far avvicinare nessuno, hanno posto delle boe galleggianti e denunciato ai carabinieri la presenza delle reti. Una situazione che rischiava di essere pericolosa proprio per loro. A questo punto si cercherà di recuperare i tramagli in vista anche della nuova stagione turistica che porta bagnanti e subacquei sul Sebino. Gli episodi di questi ritrovamenti si moltiplicano, tanto da recuperare una rete da 80 metri a febbraio e in tutto 4,5 chilometri di tramagli dallo scorso dicembre.

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