Dia sequestra 15 milioni a residente a Brescia

Rosario Marchese, contiguo al clan Rinzivillo di Cosa Nostra, avrebbe un reddito e tenore di vita superiore a quello registrato. Sono scattati sequestri.

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(red.) Nelle ore intorno a venerdì 1 marzo la Sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Caltanissetta ha emesso, su proposta del direttore della Direzione Investigativa Antimafia, un provvedimento di sequestro di beni verso Rosario Marchese, 31enne originario di Caltagirone, in provincia di Catania, ma residente nel bresciano dove attualmente è sottoposto alla Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno. L’odierno provvedimento di sequestro parte da un’attività investigativa condotta dal Reparto Investigazioni Preventive della Dia finalizzata alla localizzazione degli illeciti patrimoni riconducibili alle organizzazioni mafiose e nel corso della quale veniva individuata la figura di Rosario Marchese, soggetto contiguo al clan Rinzivillo facente capo a Cosa Nostra di Gela e operante a Roma e su tutto il territorio nazionale.

Gli accertamenti condotti hanno messo in evidenza l’aumento di ricchezza del Marchese ritenuto “anomalo” rispetto alla posizione reddituale che è risultata sproporzionata anche in rapporto all’elevato tenore di vita, al consistente patrimonio immobiliare e alla sua ascesa imprenditoriale con la costituzione, nel nord Italia, di numerose società operanti in settori commerciali e risultate tutte a lui riconducibili. Il provvedimento di sequestro da parte della DIA di Caltanissetta con la Sezione Operativa di Brescia e i Centri Operativi di Milano, Torino, Padova, Roma e Napoli ha interessato beni stimati in oltre 15 milioni di euro.

Cioè, 11 società e 2 ditte individuali, con sedi a Brescia, Bergamo, Milano, Torino, Verona, Roma e Gela operanti nei settori della consulenza amministrativa, finanziaria e aziendale, sponsorizzazione di eventi e del marketing sportivo, del noleggio di autovetture e mezzi di trasporto marittimi ed aerei, commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, studi medici specialistici, fabbricazione di apparecchiature per illuminazione e della gestione di bar. Poi un’opera pittorica di valore artistico risalente al XVII secolo e per un valore di circa 6 milioni di euro, una holding con uffici a Milano in via Montenapoleone, una sala Vip Lounge all’aeroporto “Catullo” di Verona e una società di noleggio che gestisce, nella struttura aeroportuale, una flotta di vetture di lusso. Infine, una società con sede a Roma in via Ludovisi che sponsorizza e partecipa a prestigiosi campionati monomarca di auto da competizione, cinque beni immobili e 50 rapporti bancari.

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