Ispettorato all‘opera a gennaio: tutti i risultati

Un ristoratore con addetti con paghe basse e videosorvegliati. Nei guai un cantiere edile in Valcamonica, ristoranti, bar, locali e case vacanze in valle.

(red.) Nello scorso mese di gennaio il Nucleo dei Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro di Brescia con varie compagnie del comando provinciale hanno effettuato venti ispezioni nei confronti di varie aziende presenti sul territorio. Tra i primi risultati, nella Bassa è stato denunciato alla procura un imprenditore per caporalato aggravato dopo aver sottoposto i lavoratori a condizioni di sfruttamento e approfittando del loro stato di bisogno, corrispondendo retribuzioni difformi dai contratti nazionali, sorvegliandoli a distanza tramite un impianto di videoregistrazione. Si tratta del titolare di un ristorante a Verolanuova che ha impiegato i propri dipendenti con stipendi di soli 5 euro all’ora, nonostante da contratto avrebbe dovuto versarne 9.

In Valcamonica, invece, stata sospesa un’attività imprenditoriale di un cantiere edile per gravi violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Si è proceduto a contestare violazioni penali per oltre 100 mila euro, accertando la presenza di un lavoratore irregolare. In questo caso si trattava di un centro commerciale in costruzione dove i carabinieri hanno notato evidenti irregolarità nella sicurezza sul lavoro. Si parla di gru e ponteggi non costruiti a norma. In ogni caso il datore di lavoro ha regolarizzato le lacune e i cantieri sono potuti ripartire. Sempre in valle, nel mirino sono finite case vacanze e multiproprietà in varie località sciistiche e dove sono state riscontrate violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e personale in nero.

A questo proposito nei guai è finita una società che possiede queste abitazioni di montagna. Ispezionati anche ristoranti e bar, distributori di carburante e autolavaggi, le attività lavorative nel settore della logistica e delle spedizioni, riscontrando anche qui del personale in nero. Il bilancio finale nel solo mese di gennaio è stato di 56 lavoratori controllati, di cui 12 risultati in nero. Contestate altre sanzioni penali e amministrative per oltre 40 mila euro. Sospese tre attività imprenditoriali nei confronti di altrettante aziende, ma queste hanno subito provveduto ad assumere gli addetti, stipulando con gli stessi un contratto di lavoro per almeno 3 mesi, pagando i contributi a partire dalla data d’inizio del lavoro accertato e pagando le sanzioni, potendo così riaprire l’attività.

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