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Sequestro di Villanuova, Haida confessa gelosia

Prima del blitz dei carabinieri il marocchino ha sparato con uno scacciacani (non sapeva lo fosse) alla donna e all'ostaggio. Ora si trova in carcere.

(red.) Quella di ieri, venerdì 18 gennaio, è stata una giornata di interrogatori per ricostruire nella sua interezza – anche se qualche elemento è ancora da approfondire – la vicenda del sequestro da parte del 37enne marocchino Abdeleouahed Haida. Ieri in procura a Brescia è stato sentito dal pubblico ministero Roberta Panico e ha detto di essere disperato, ma di non aver avuto alcuna intenzione di fare del male. Di certo per 48 ore ha messo in apprensione il bresciano e l’Italia intera con il sequestro dell’operaio della Saf di Muscoline Mirko Giacomini che ha tenuto segregato nel sottotetto dell’abitazione dell’ex moglie Angela Insonni. Tutto questo, prima che giovedì 17 sera venisse arrestato nel corso di un blitz condotto dai carabinieri.

Il nordafricano era in possesso di un’arma, poi risultata essere uno scacciacani, che avrebbe usato prima contro l’operaio e poi sulla donna. Questo era avvenuto giovedì intorno alle 20, a pochi minuti dall’entrata in scena delle forze dell’ordine, quando sembra che l’uomo abbia voluto avere un chiarimento a tre con l’ex moglie e l’operaio 45enne e tra i quali pensava ci fosse una relazione. L’ostaggio ha ammesso solo una simpatia e il fatto che qualche volta la accompagnasse a casa dopo il lavoro nel periodo in cui erano colleghi, ma nulla di più. E sembra che il sequestratore abbia usato la casa dell’ex moglie a Castello di Villanuova sul Clisi, in Valsabbia, perché conosceva il posto dopo essersi separato da qualche mese dalla donna. Durante l’ultimo chiarimento ci sarebbe stata una colluttazione con la ex e l’operaio fino a esplodere i colpi di scacciacani.

Poi tutto si è risolto con la liberazione dell’ostaggio e l’arresto di Haida. Ieri, giornata di interrogatori, è stata sentita proprio l’ex moglie come persona informata sui fatti e la notte precedente era stato interrogato anche l’ostaggio Mirko Giacomini. Dopo le formalità di rito, Abdeleouahed Haida è stato condotto nel carcere di Canton Mombello a Brescia in attesa che venga interrogato per la convalida del fermo. Il suo avvocato ha sottolineato come l’assistito abbia voluto chiarire la situazione e che mai si sarebbe aspettato sviluppi del genere. Nel frattempo, dopo ore ad essere sentito in caserma, ieri mattina Giacomini è tornato a casa in via Santa Lucia a Sopraponte di Gavardo.

Ha ammesso come il sequestratore non gli abbia fatto del male, sparando per fortuna a salve. Soddisfazione e liberazione anche da parte del collega Daniele Stucchi, tra i primi ad essere sequestrati, poi subito rilasciato, nel piazzale della fabbrica di Muscoline.  Anche lui è stato sentito dai carabinieri, mentre al momento il suo cellulare e l’auto sono sotto sequestro. In questo panorama è emersa anche la posizione dell’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato che spera in una giusta pena da far scontare al marocchino.

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