Furbetta del cartellino licenziata da UniBs

La donna risultava al lavoro in Medicina all'università, ma in realtà non era così. Un procedimento disciplinare ha portato il rettore ad allontanarla.

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(red.) A Brescia è arrivato il primo licenziamento nei confronti di un dipendente della Pubblica amministrazione per la “furbizia” nel timbrare il cartellino. Come dà notizia Bresciaoggi, l’università degli Studi aveva aperto un’istruttoria, durata circa due mesi, dopo che per l’intero periodo di luglio era stata esaminata la situazione di un’addetta operativa a Medicina dell’ateneo. Il caso è stato affrontato nella commissione disciplinare dove si è accertato quanto avrebbe commesso la dipendente. In pratica, nel registro elettronico delle presenze lei era indicata regolarmente al lavoro, ma in effetti non era così.

Per esempio, durante una pausa pranzo lo scorso luglio in un ristorante era emerso che la donna non aveva timbrato l’uscita dall’ufficio e nemmeno la successiva entrata al rientro. Subito dopo è stata effettuata una comparazione tra le timbrature in ufficio e quelle all’interno del parcheggio universitario notando dei movimenti sospetti. Per questo motivo era partito il procedimento disciplinare che martedì ha indotto il rettore Maurizio Tira a notificare il licenziamento. Tuttavia, la donna, alla quale la commissione però non crede, ha giustificato quelle azioni e assenze come problemi di salute e di esaurimento. Ma niente da fare.

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