Due giorni di incendi a cavallo del Capodanno

Il danno maggiore in una tenuta agricola a Rovato. Problemi anche a Verolanuova, Gussago, San Colombano di Collio e nell'alto Garda. Anche per i fuochi.

(red.) Sono stati due giorni di inferno quelli tra l’ultimo del 2018 e il Capodanno dal punto di vista degli incendi che sono scoppiati in diversi paesi della provincia. Il più drammatico tra questi si è verificato in una cascina agricola, sede delle Cantine di Mario Capoferri, intorno alle 3,30 di ieri a Rovato. Tanto che una parte della struttura di uno tra i fondatori del Consorzio Franciacorta è andata distrutta. Dopo il veglione, il padrone di casa 84enne era andato a dormire, quando è stato svegliato dalla nipote che parlava di un incendio. Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco quando ormai le fiamme erano alte e tanto che il figlio di Capoferri, Pierangelo, vicesindaco di Cazzago San Martino, è rimasto intossicato e ustionato a un braccio mentre cercava di domare il rogo. Per lui è stato disposto il trasferimento in ospedale. Ora si dovranno capire le cause del rogo, in cui è rimasto coinvolto anche un furgone che si trovava sotto la tettoia della residenza. E all’ospedale sono finiti anche due carabinieri e tre componenti della famiglia leggermente intossicati.

Proprio i militari della compagnia di Chiari stanno indagando per capire cosa sia successo e dopo che un vasto schieramento di vigili del fuoco si è occupato dello spegnimento. Sembra che le fiamme siano partite proprio dalla tettoia e poi fino al cancello principale. Quindi, ha raggiunto il vicino deposito via Calca e Spalenza, ma per fortuna non ha coinvolto abitazioni. Presenti anche la Polizia municipale e alcuni amministratori locali. Non è escluso che a provocare l’incendio sia stato il lancio delle lanterne per Capodanno.

Interventi dei vigili del fuoco anche sull’alto Garda tra Gargnano e le frazioni di Villa e Bogliaco per alcuni fuochi artificiali non andati a buon fine. Ma anche a Toscolano Maderno dove un bosco è andato in fiamme nei pressi delle abitazioni e proprio per una lanterna luminosa accesa da qualcuno nei dintorni. Un episodio del genere si era verificato anni fa a Capodanno anche a Tremosine dove vaste porzioni di bosco erano andate distrutte. Proseguendo con gli incendi, un altro è avvenuto alla cascina Lepre di via Monte Adamello a Pontoglio, anche in questo caso per i fuochi artificiali. E’ successo dopo la mezzanotte tra 140 balle di steli di granoturco in un campo vicino alla stalla. Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco di Chiari, Orzinuovi e Palazzolo. Altri disagi si sono vissuti a Verolanuova, dove a causa della canna fumaria sono andati bruciati 250 metri quadrati di tetto a mezzogiorno di lunedì 31 dicembre al vecchio convento diventato casa a San Donnino.

I residenti all’interno della struttura non si erano accorti, quindi sono stati i passanti ad allertare i vigili del fuoco. Vasto lo schieramento da Verolanuova, Brescia e Orzinuovi per domare le fiamme, evitando che si propagassero alla vicina chiesa. Lo stabile è stato al momento dichiarato inagibile e la famiglia ha già trovato una sistemazione momentanea. Altre segnalazioni anche dall’alta Valtrompia, a San Colombano di Collio, per le fiamme divampate lunedì sera 31 dicembre intorno alle 19. A notare il fuoco che minacciava le case sono stati due turisti di un hotel. E il rischio era grosso, visto che in alcune case c’erano anche delle bombole di gas che potevano esplodere. In questo caso sono stati i vigili del fuoco di Lumezzane, con il gruppo antincendio boschivo, a domare il rogo evitando conseguenze più drammatiche.

Infine, a Gussago, in località Cudula, nei pressi del Colle della Stella, ieri mattina di Capodanno la canna fumaria di una villetta ha avuto un guasto. I residenti sono usciti di casa che hanno chiamato i soccorsi e muovendo i vigili del fuoco. Nessuno è rimasto intossicato o ferito, mentre i danni alla struttura sono stati minimi.

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