Traffico rifiuti: un arresto, tre aziende chiuse e multe

Un imprenditore è finito in manette. Dalla sua impresa passavano rifiuti speciali poi ad altre due compiacenti e quindi venduti alle acciaierie vittime.

(red.) Rifiuti smaltiti in modo abusivo e il territorio bresciano fanno parte di un connubio illegale che si è di nuovo presentato nella nostra provincia. Al centro di tutto ci sono diciannove persone denunciate, tre aziende finite nel mirino così come un terreno agricolo e un soggetto arrestato. A muoversi sono stati i carabinieri forestali della stazione di Vobarno, insieme ad altri colleghi del resto del bresciano, partendo dal seguire il percorso di un carico di rifiuti considerato clandestino e diretto verso un’azienda. Si tratta della San Marco Metale Trading, a Calcinato, di proprietà del 56enne Augusto Rigon che è finito in manette.

Così altri magazzini e capannoni sono finiti nel mirino e scoprendo circa 130 persone connesse al campo dei rifiuti, ma senza autorizzazioni, smaltendo tonnellate senza tracciabilità e quindi senza nemmeno versare le tasse. Secondo l’inchiesta, gli stessi rifiuti avrebbero raggiunto prima l’impresa di Calcinato, poi due aziende compiacenti di Cellatica e Desenzano del Garda dove venivano prodotti documenti falsi che accertavano la regolarità del carico. E in seguito i rottami venivano venduti alle acciaierie, anche loro vittime, oltre allo Stato, di questo meccanismo.

In più si è scoperto che il titolare di Calcinato aveva stoccato nel proprio terreno agricolo a Lonato diversi metri cubi di rifiuti e rendendolo una discarica abusiva. Il risultato finale, oltre all’arresto dell’imprenditore, ha visto la denuncia di altre diciannove persone per traffico illecito di rifiuti pericolosi, riciclaggio, ricettazione, combustione illecita di rifiuti e il non aver rispettato le norme ambientali. L’azienda di Calcinato e quelle di Desenzano e Cellatica sono state sequestrate e chiuse e sono arrivate anche multe per 3 milioni di euro.

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