Assalti ai bancomat, “banda a livello militare“

Due arrestati e altri indagati per i colpi ai danni degli sportelli di prelievo. Il primo l'anno scorso a Padenghe. Trovato fucile e arnesi in un tombino.

(red.) Una banda organizzata a livello militare. Così ieri, venerdì 16 novembre, il comandante provinciale dei carabinieri di Brescia Luciano Magrini, presentando l’operazione, ha definito il gruppo criminale sgominato dopo gli assalti ai bancomat. A far scattare un’inchiesta della procura era stato il colpo tentato il 14 ottobre 2017 alla filiale della Bcc di Padenghe quando i malviventi avevano fatto saltare lo sportello, ma senza riuscire a prendere il denaro. Poi, pochi giorni dopo, gli stessi malviventi erano entrati in azione all’Unicredit di Ozzano dell’Emilia e infine alla Bcc Cassa Padana a Bovolone, in provincia di Verona, da dove avevano portato via circa 8 mila euro. L’indagine che ha mosso sul campo i carabinieri di varie stazioni tra Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto ha portato a scoprire che erano in cinque a muoversi.

Avevano il covo in Veneto e ognuno di loro aveva un ruolo, tra chi faceva da palo, chi piazzava l’esplosivo, oppure raccoglieva il denaro o guidava il mezzo con cui raggiungere le filiali. Si muovevano su un Porsche Cayenne che era risultato rubato. E a distanza di oltre un anno sono arrivate le ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Brescia Lorenzo Benini. Sono un 43enne di Treviso e un 38enne di Padova, oltre agli indagati a piede libero tra cui un 45enne e un 55enne sinti per detenzione illegale di arma da guerra ed esplosivo, ricettazione e furto, insieme a un 25enne sinti e una 33enne rumena per favoreggiamento.

Durante l’indagine i militari avevano anche scoperto che in un tombino a Campodarsego, in provincia di Padova, c’erano un kalashnikov e attrezzi da scasso usati dalla banda. La prima, tra l’altro, era stata prodotta nell’ex Jugoslavia. A quel punto i banditi avevano dato fuoco all’auto per i furti per non farsi beccare, ma è stato inutile. Presentando l’operazione, il comandante provinciale di Brescia ha sottolineato come il fenomeno degli assalti ai bancomat si sia riaffacciato e nel mirino ci sono soprattutto gli sportelli dell’ovest e della bassa bresciana, caricati nei fine settimana e a poca distanza dalle vie di fuga.

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