Maltempo, conta danni. Rientrano emergenze

7 milioni a Bagolino e altri in Valtrompia. A Rovato messa in sicurezza dopo il crollo alle mura venete. A Gargnano otto famiglie tornano a casa dopo frana.

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(red.) Questi intorno a venerdì 9 novembre sono giorni dedicati alla conta più approfondita dei danni per quanto riguarda il territorio bresciano dopo il maltempo del 29 ottobre scorso. Da una parte si fa una verifica su quanto successe proprio in quelle ore, tra frane, smottamenti e centinaia di alberi caduti. Dall’altra, si stanno affrontando le nuove emergenze e che sono diretta conseguenza, seppur ritardata, di quei fenomeni atmosferici. Partendo dalla Valsabbia, l’assessore comunale alla Protezione civile di Bagolino Paolo Zangarini parla di danni per 7 milioni di euro tra il patrimonio boschivo e i vari dissesti. Senza considerare diverse strade agro-silvo-pastorali bloccate, la vecchia provinciale 669 ancora chiusa, così come la strada verso il Riccomassimo e il Trentino. Altri disagi che i cittadini stanno avvertendo sono legati alla corrente elettrica, visto che sono ancora attivi 22 generatori in attesa che la situazione venga ripristinata totalmente.

In Valtrompia, i vertici della Comunità montana e della Protezione civile si sono ritrovati per fare il punto e capire quanti e quali Comuni abbiano bisogno. A livello di danni, al primo posto c’è Nave che parla di quasi un milione, poi Gardone per 150 mila e Bovegno. Sta meglio la media valle tra Sarezzo, Villa Carcina e Concesio. Problemi maggiori, invece, in alta valle da Pezzaze verso la stessa Bovegno, Irma, Marmentino e Collio, mentre la strada per il Maniva è stata riaperta, anche se a senso unico alternato. Per gli interventi più urgenti si allerterà la Regione Lombardia, mentre per il resto si attenderà il piano da febbraio 2019. Anche se c’è da considerare che solo poco più della metà dei 18 Comuni triumplini hanno approvato il piano di emergenza.

In un’altra parte della provincia, in Franciacorta, è stata messa in sicurezza la cinta muraria delle mura venete nel centro storico di Rovato dopo il crollo che si era consumato mercoledì 7 novembre. Le pietre hanno raggiunto la centrale piazza Montebello e sul posto sono stati messi dei teloni per riparare il fronte da possibili nuove piogge previste nei prossimi giorni. Mentre l’area a terra è stata interdetta alla circolazione. Per fortuna non ci sono stati feriti, ma si dovrà attendere il parere della Soprintendenza per capire come e quando muoversi per i lavori di ripristino. A Gussago, invece, sono già partiti i lavori alla sede del Tennis Club che era stata devastata dal maltempo e ora vede in campo i soci e volontari all’opera.

In alto Garda, a Gargnano è stata revocata l’ordinanza di sgombero di alcune abitazioni dopo che un masso di 10 tonnellate era franato dal monte Comer lambendo gli edifici. Ieri, giovedì 8 novembre, con l’uso di un elicottero e di droni è stata accertata la situazione e in serata le otto famiglie che erano state evacuate sono potute rientrare nelle loro case. Ma il panorama viene tenuto monitorato. Infine, tra la Valcamonica e la Valtellina, ad Aprica e Corteno Golgi si sta lavorando alla messa in sicurezza in vista anche dell’apertura della stagione invernale di sci.

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