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Caccia illegale, denunciati cento bracconieri

Risultato dell'operazione "Pettirosso" compiuta dai forestali bresciani anche a Como e in Brianza. Scoperti oltre 2 mila uccelli catturati in modo illecito.

(red.) Nell’ultima settimana precedente a martedì 6 novembre i carabinieri forestali del Nucleo Soarda di Brescia, con la collaborazione di cacciatori e di varie associazioni animaliste, hanno svolto una maxi operazione antibracconaggio in Lombardia tra le province di Brescia, Como e Monza Brianza. Si tratta di una nuova attività legata a “Pettirosso” per bloccare chi fosse stato beccato con uccelli protetti catturati o abbattuti e con ogni dispositivo illegale e pronto all’uso. Da una nota i forestali fanno sapere di aver denunciato cento bracconieri e recuperato migliaia di uccelli che erano stati catturati, feriti o abbattuti. 50 sono stati i militari impegnati tra appostamenti diurni e notturni e per evitare che le specie protette finissero bloccate tra reti da uccellagione e trappole.

Entrando nei numeri, oltre ai cento cacciatori deferiti, sono stati sequestrati 56 fucili e 1.300 dispositivi illegali. 2.600, invece, gli uccelli trovati e di cui 216 erano ancora vivi. Tra i fermati ci sono due bresciani accusati anche di omessa custodia di armi e munizioni che tenevano da parte mentre cacciavano con delle reti. Beccati anche altri due bresciani che catturavano uccelli in orario notturno usando 30 metri di reti da uccellagione, mentre nelle loro case c’erano 6.900 munizioni e 70 esemplari protetti. Molti dei cento bracconieri denunciati risultano accusati anche per maltrattamento, uccisione di animali e furto aggravato ai danni dello Stato, rischiando fino a 6 anni di reclusione. Sequestrati anche due impianti di cattura abusivi tra Como e la provincia brianzola legati a un avvocato e un ex professore universitario. Usavano dei fari e richiami elettronici per poter catturare di notte.

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