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Maltempo, prima conta dei danni dopo il lunedì nero

Milioni di euro, con la Valcamonica e Manerbio che chiederanno alla Regione lo stato di calamità. Emergenze rientrate e oggi hanno riaperto diverse scuole.

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(red.) Quella di ieri, martedì 30 ottobre, è stata una giornata dedicata al primo bilancio dopo il forte maltempo che 24 ore prima si era abbattuto sull’intero territorio bresciano tra la città, le valli, la bassa e i laghi. E alcune situazioni restano ancora monitorate a causa dei fiumi in piena e strade bloccate dagli alberi e detriti. Dal punto di vista dei numeri, dalla riunione di ieri in prefettura del centro di coordinamento si è parlato di 251 interventi e per 30 ore di lavoro che hanno impegnato i vigili del fuoco insieme a squadre di Protezione civile e altri soccorsi. In particolare, sono stati 110 gli interventi per tagliare e rimuovere alberi pericolanti, oltre che affrontare i disagi sui fiumi Chiese, Mella e Oglio. E tutti e tre hanno per fortuna retto l’impatto. 150 sono stati i vigili del fuoco impegnati per un evento eccezionale che ha visto tempestato di chiamate anche il numero unico di emergenza 112, tra le 33 mila telefonate a livello regionale rispetto alle 13 mila giornaliere di media.

Per quanto riguarda i danni, il Comune di Brescia ha già deciso di stanziare i primi 100 mila euro per alcune operazioni urgenti, mentre a livello di allerta sono stati riaperti già ieri mattina, martedì, i ponti sul Mella di via Crotte e via Capretti. Problemi si erano registrati anche sulla tangenziale di Montelungo, alberi sradicati in zona Castello con 37 mezzi danneggiati e per fortuna nessun ferito grave. Problemi anche in via Milano per una pianta finita su un chiosco e in viale Italia rimasta chiusa per una parte di tetto scoperchiata. Disagi anche a una casa in via Valotti e allo stadio Rigamonti a Mompiano dove un cancello è stato abbattuto dal vento. Situazione di allarme ieri, martedì, anche in piazza Loggia dove si è staccato un pezzo di copertura dal municipio facendo intervenire i vigili del fuoco e rendendo inagibile il salone Vanvitelliano. E per affrontare sul nascere questa emergenza, Ubi Banca ha istituito un plafond di 10 milioni di euro per famiglie, imprese, artigiani e commercianti colpiti dal maltempo e d’iniziativa con la Provincia di Brescia. In più, chi possiede mutui per strutture distrutte, lesionate o inagibili può chiedere la sospensione delle rate fino a sei mesi.

Andando nel resto della provincia, nella bassa il ponte sul fiume Oglio a Orzinuovi resterà chiuso anche oggi per precauzione, mentre ha riaperto il ponte sulla nuova tangenziale 235. Resta l’allerta a Roccafranca e a Rudiano, zona in cui il fiume Oglio ha provocato danni. Situazione rientrata, invece, tra Palazzolo e Pontoglio. A Castel Mella si era registrato uno degli episodi peggiori con la copertura della palestra Brera di via Monet sventrata dal vento. In questo paese le scuole resteranno chiuse anche nel fine settimana festivo e riapriranno lunedì 5 novembre. Situazione più tranquilla anche per il Chiese che aveva provocato disagi tra Calcinato e Bedizzole, mentre in via Pontenove, dove il fiume era esondato, ora i residenti potranno stare più tranquilli. Nei limiti anche a Montichiari, anche se a Vighizzolo la situazione è ancora monitorata. Altri allagamenti si erano presentati a Gottolengo e problemi a Carpenedolo.

Disagi anche in Valsabbia per liberare le strade dal fango e dall’acqua e con Bagolino che ha subito i danni peggiori, restando isolata per un giorno, tanto che la provinciale 669 era stata chiusa e poi riaperta ieri. Ma la viabilità alternativa resta bloccata verso il Maniva e il Gaver. Tra l’altro Bagolino è rimasta senza corrente e comunicazioni a singhiozzo per un traliccio crollato. Sul lago di Garda si sono avuti gli effetti minori, ma il Benaco ha letteralmente salvato Verona, visto che è stata aperta la galleria per far defluire la piena dell’Adige ed evitare di inondare la città veneta. Era da 18 anni che non accadeva un fatto del genere. La Valtrompia ha retto al maltempo con la riapertura di varie strade che erano state bloccate da frane e alberi caduti. Ma a Pezzaze, Irma, Marmentino, Lodrino e Pezzoro mancava ancora la corrente.

Sull’alto Garda è stata riaperta la Gardesana 45 bis dopo una frana a Limone e per caduta di alberi, mentre la strada della Forra resta ancora chiusa. Problemi segnalati anche a Campione di Tremosine alla sede del Vela Club. Sul Sebino ci sono problemi verso la Val Palot e tra Marone, Sulzano e Sale Marasino dove era mancata (poi ripristinata) la corrente elettrica. A subire l’effetto peggiore nel bresciano è stata la Valcamonica, da Ceto fino a Darfo, Angolo, Berzo Demo, Cedegolo, Edolo, Malonno, Ponte di Legno, Saviore, Sellero e Sonico per strade colpite da frane, alberi caduti e linea ferroviaria interrotta. Tanto che dalla Comunità montana sono pronti a chiedere alla Regione Lombardia, come farà Manerbio nella bassa, lo stato di calamità naturale. Problemi registrati anche al Parco dello Stelvio. Altri danni, in generale, al campo sportivo di Pavone Mella, a Capriano del Colle, cipressi caduti a Bovezzo nel cimitero che è stato chiuso e disagi all’acqua potabile tra Sarezzo e Caino. Ma anche ai ripetitori del segnale tv, tanto che numerose famiglie hanno segnalato il problema. Infine, disagi limitati alla stazione ferroviaria di Brescia dopo il pessimo lunedì. Molte scuole che erano state chiuse, oggi hanno riaperto dopo l’emergenza, mentre il maltempo sul bresciano ha provocato milioni di euro di danni, ancora da quantificare nei dettagli. Ma dal punto di vista del meteo sono previste altre piogge, seppur minori, da oggi fino a domenica.

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