Strage Cottarelli, arrestato a Trapani Vito Marino

Era latitante dal 2016, dopo la conferma dell'ergastolo, scovato mentre era in una cascina nella provincia siciliana. Ora resta da trovare il cugino Salvatore.

(red.) Nuovi risvolti sul fronte della strage della famiglia Cottarelli, sterminata il 28 agosto del 2006 nella loro casa di via Zuaboni a Urago Mella, nel bresciano. Ieri mattina all’alba, lunedì 1 ottobre, è stato arrestato in provincia di Trapani Vito Marino. Si tratta dell’esecutore materiale del triplice delitto e che dal 2016 si era reso latitante poco prima che la sua condanna all’ergastolo diventasse definitiva. Da due anni si nascondeva in un ovile all’interno di una cascina di Vita, nel trapanese, di proprietà del pregiudicato Gaspare Simone, anche lui finito in manette per favoreggiamento. A operare il blitz sono stati gli agenti della Squadra Mobile della questura di Trapani con quelli dello Sco, entrando nella cascina mentre Marino stava dormendo.

Barba incolta e occhiaie, l’arrestato avrebbe goduto di una rete di complici e fiancheggiatori per aiutarlo a non essere beccato nella sua latitanza. Tanto che dalla provincia siciliana, presentando l’operazione, hanno detto di aver indagato anche negli ambienti mafiosi. In realtà Vito Marino non fa parte di alcuna organizzazione, ma si nascondeva come se si muovesse in un contesto mafioso. A questo punto, con l’arresto del trapanese e di Dino Grusovin, anche lui tra i presenti nella villa dei Cottarelli il giorno della strage – con Angelo, la moglie e il figlio uccisi – e già condannato a 20 anni di reclusione, all’appello manca solo Salvatore Marino. Cugino di Vito, anche lui è latitante dal 2016 e deve essere sottoposto all’ennesimo processo d’appello per una vicenda giudiziaria che pare infinita.

I due cugini erano stati assolti in primo grado dal tribunale di Milano, poi condannati in appello all’ergastolo da quello di Brescia, ma la Cassazione aveva bocciato la sentenza rinviando gli atti in appello. Anche qui, ma a Milano, vennero condannati di nuovo all’ergastolo e ancora in terzo grado venne annullato. Anche nel terzo processo d’appello arriva il carcere a vita, con Vito Marino che lo vede definitivo e Salvatore che deve ora essere sottoposto di nuovo a un altro processo. La notizia dell’arresto del trapanese ha raggiunto i parenti dei Cottarelli, a partire da Marco, nipote di Angelo e figlio di Mario scomparso, parlando di “una bella notizia, ma che mio padre che ha combattuto per diverso tempo non può vedere”.

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