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Scomparsa da Nave, messaggi partiti da Brescia

Primo risultato scoperto dagli inquirenti analizzando le celle da dove sono partiti sms verso ex fidanzato, madre e il datore di lavoro. Verso una pista.

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(red.) Vanno avanti le indagini da parte dei carabinieri di Brescia, Nave e della compagnia di Gardone Valtrompia per cercare tracce di Manuela Bailo, 35 anni, di cui non si hanno notizie da sabato 28 luglio. Secondo quanto scrive Bresciaoggi citando prime fonti investigative, sarebbero stati trovati i primi risultati sui tabulati telefonici acquisiti dalla procura bresciana tramite il magistrato Carlo Francesco Milanesi. Così si è verificato che i messaggini provenienti dal cellulare della donna e agganciando le celle della zona, non provenivano dal lago, dove diceva di voler andare, ma da Brescia.

Il testo di quei messaggi era stato rivolto prima all’ex fidanzato con cui conviveva nella casa di via fratelli Barcella a Nave e avvisandolo del fatto che non sarebbe tornata a casa per trascorrere, invece, il weekend sul lago di Garda. Poi altri per dirgli che sarebbe partita direttamente verso il posto di lavoro lunedì 30 luglio. E altri due messaggi, scritti lunedì, alla madre e al datore di lavoro dicendogli che non sarebbe andata in ufficio alla Caf Uil di via Vantini, perché non si sentiva bene. Poi più nulla. I carabinieri hanno anche verificato che la sua auto, un’Opel Corsa grigia, nei primi giorni della scomparsa sarebbe arrivata a Brescia.

Intanto, resta aperto il fascicolo per scomparsa e gli inquirenti sarebbero vicini almeno a identificare una pista della sparizione. Che potrebbe legarsi a Brescia e in attesa di condurre nuovi interrogatori verso le persone già sentite. Nel frattempo la foto della 35enne è presente in tutti i punti possibili e visibili da eventuali testimoni, mentre le forze dell’ordine stanno valutando le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza di Bovezzo e Nave che l’avrebbero potuta riprendere nei movimenti verso Brescia. Ma la chiave, secondo gli inquirenti, è nel cellulare. Verificato che i messaggi sono partiti da Brescia, si sta cercando di incastrare le celle tra la donna e i contatti per capire anche chi possa aver scritto quei contenuti, visto che la famiglia ritiene non essere della donna.

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