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Iuschra, a Serle partito l‘ultimo giorno di ricerche

Venerdì si è voluto dare attenzione alla ricostruzione del giovane testimone che diceva di aver visto la 12enne su una panchina il giorno dopo la scomparsa.

(red.) Quello di sabato 28 luglio sarà l’ultimo giorno di ricerche, stabilito all’inizio della settimana dal prefetto di Brescia Annunziato Vardé, per cercare Iuschra. La 12enne autistica è sparita giovedì 19 sull’altopiano di Cariadeghe a Serle, nel bresciano e a distanza di dieci giorni non è stata trovata alcuna traccia. Così la sensazione che prevale è quella più drammatica, con le speranze che stanno ormai finendo e l’idea che alla ragazzina possa essere successo qualcosa di tragico. Nella giornata di venerdì i vigili del fuoco e la Protezione Civile hanno deciso di muoversi sulla base delle indicazioni fornite da Enrico Ragnoli, di 33 anni, che fin dall’inizio aveva detto di aver notato la 12enne seduta su una panchina ricavata in un tronco d’albero.

L’avrebbe vista venerdì 20, quindi ventiquattro ore dopo la sparizione e nei pressi della frazione di Castello. All’inizio, visti anche i precedenti del giovane e il fatto che sia conosciuto in paese per il suo modo di fare non sempre in regola, nessuno gli aveva creduto. Ma i soccorritori a questo punto hanno deciso di seguirlo, anche se non sono state trovate tracce. Il giovane ha suggerito che il punto di incontro non era molto distante da quello dove l’anziano con il cane e testimone ufficiale ha detto di aver notato la ragazza che correva raggiungendo un sentiero verso Castello, non lontano dal cimitero. E in questo panorama si inserisce anche una sensitiva che ha suggerito ai soccorritori di aver avuto una fulminazione il giorno dopo la sparizione proprio nel punto in cui si trova la panchina menzionata dal 33enne.

Gli unici elementi trovati sono stati la carcassa di un animale e una scarpa da ragazza della stessa taglia di Iuschra, ma non sua. A questo punto tutta la zona da 700 metri quadrati, tra boschi e le centinaia di grotte e cavità carsiche sono state controllate e senza alcun risultato. Tanto che i droni e gli speleologi hanno lasciato la zona, così come le unità cinofile molecolari che hanno fatto rientro in Olanda. Al termine della giornata di sabato il campo base attivo da dieci giorni sarà smantellato lasciando sul posto solo alcuni mezzi dei vigili del fuoco e della Protezione Civile in caso di bisogno, mentre l’unità di crisi sarà spostata al Comune di Serle per decidere il da farsi.

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