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Omicidio-suicidio Ome, tutti gli ultimi sviluppi

Florinel Monea sarebbe stato in carcere in Romania per aver compiuto vari reati, ma nessuno in Italia lo sapeva. Il suo disturbo mentale forse per un rogo.

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(red.) Emergono nuovi sviluppi nel tragico omicidio-suicidio avvenuto sabato sera 2 giugno a Ome, nel bresciano, dove il 55enne Florinel Monea ha ucciso a coltellate e con una bottigliata la moglie Sorina di 50 anni per poi togliersi la vita ingerendo psicofarmaci. L’inchiesta aperta dal magistrato bresciano Claudia Passalacqua si è di fatto già risolta nell’arco di poche ore, anche se sarà l’autopsia disposta sui due corpi a dare la parola finale. I due coniugi senza vita erano stati trovati nella loro casa lunedì 4 pomeriggio dal figlio 30enne che non abita più con loro e aveva poi attivato i soccorsi e i carabinieri per tutti i rilievi di rito.

Intanto, come scrive il Giornale di Brescia, è emerso che Florinel in Romania, suo Paese d’origine, era già stato in carcere per varie accuse tra maltrattamenti, aggressioni e resistenza a pubblico ufficiale. Ma di questa situazione la procura di Brescia non avrebbe ricevuto alcuna segnalazione, così come nemmeno i datori di lavoro di una fabbrica di Monticelli Brusati dove il 55enne aveva operato prima di essere disoccupato. Della sua condizione era a conoscenza solo la famiglia. Di certo era noto, invece, che l’uomo fosse affetto da gravi disturbi psichici, tanto che dall’Italia, dove aveva raggiunto la moglie, era tornato in Romania per farsi curare e poi di nuovo in Italia, sempre sotto osservazione per depressione.

E sembra che la sua condizione fisica fosse dovuta a un trauma riportato dopo un incendio accidentale che aveva bruciato la sua casa in Romania. Di questo ne parla Bresciaoggi segnalando come il 55enne si facesse anche inviare in Italia dei farmaci dall’Est Europa. E alcuni vicini di casa spiegano come spesso i due litigassero tra di loro. Ma non avrebbero mai dato la sensazione di arrivare a una disgrazia simile. E si è accertato il peggio quando qualche residente ha visto in piena mattina di lunedì l’auto della donna nonostante fosse abituata a svegliarsi presto per andare al lavoro come badante. Attualmente la casa dei due coniugi è ancora sotto sequestro per tutte le indagini che stanno facendo anche intendere come l’uomo non si sia ferito per le coltellate che si sarebbe autoinferto, ma per la donna che ha cercato di difendersi dai colpi. Intanto il figlio 30enne della coppia è stato sentito dai carabinieri. Su richiesta dello stesso giovane, le due vittime saranno sepolte nel cimitero di Ome e il funerale celebrato con rito ortodosso.

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