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Sana Cheema, fino a tre mesi per risultati autopsia

Mercoledì è stato riesumato il corpo della ragazza e svolto l'esame di cui si attende l'esito. Ed emerge la presunta fretta dei familiari nella sepoltura.

(red.) Ci vorranno fino a tre mesi per conoscere i risultati dell’autopsia svolta mercoledì 25 aprile in Pakistan sul corpo della 25enne Sana Cheema, deceduta in condizioni sospette nel suo Paese d’origine dove si trovava da gennaio provenendo da Brescia. Proprio nella nostra città, infatti, la ragazza era cresciuta, aveva frequentato le scuole e avviato anche un’attività di lavoro. Nel corso della mattina del 25 la salma della giovane, alla presenza di un giudice e di un team specializzato e con la Polizia, è stata riesumata dal cimitero di Kot Fath dove era stata sepolta la mattina di giovedì 19 aprile. Dal punto di vista delle indagini, il padre Mustafa Ghulam, il fratello Adnan e lo zio Iqbar Mazhari resteranno in custodia e sotto arresto nell’attesa di conoscere i risultati dell’autopsia.

I tre familiari, infatti, sono accusati di omicidio e sepoltura senza autorizzazione. E intanto emergono altri sviluppi. Per esempio, il fatto che la ragazza – che si pensa essere stata uccisa perché rifiutava un matrimonio combinato – sia stata tumulata nelle poche ore successive al decesso risalente alle 22 di mercoledì 18 (la sepoltura alle 10 di giovedì). E’ vero che secondo il rito islamico, la tumulazione deve avvenire entro le 24 ore dalla morte, ma stando a quanto appreso dal Giornale di Brescia, il custode del cimitero di Kot Fath – dove sono sepolti anche altri familiari del padre di Sana – ha riferito come i tre accusati sembravano aver fretta nello scavare la fossa per la 25enne. In tutto questo c’è anche il mistero del fatto che la ragazza sia morta a poche ore di distanza dal volo aereo che l’avrebbe fatta tornare a Brescia.

Così come l’idea che l’11 aprile si sia presentata all’ospedale di Mangowal per una presunta pressione bassa. Tanto che il padre si è sempre smarcato dall’accusa di omicidio e parlando invece di cause naturali nella morte. Nel frattempo anche la trasmissione tv “Chi l’ha visto?” di mercoledì 25 su Rai 3 si è occupata del caso e parlando anche di come la 25enne a Brescia avesse conosciuto un coetaneo che spesso sentiva al telefono prima di morire. La pista più seguita è proprio quella del delitto d’onore perché Sana avrebbe voluto sposare un ragazzo pakistano conosciuto a Brescia, ma per avere conferme si deve aspettare l’esito dell’autopsia. E intanto sul web è diventata un’onda la campagna via social #VeritaperSana e #TruthforSana che coinvolge anche il Pakistan.

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