Estorsione ai night, condanne fino a 8 anni

Undici hanno incassato la sentenza e altri due sono stati invece assolti. Le accuse erano quelle di ritorsioni ai locali, anche attraverso la prostituzione.

(red.) Nella giornata di mercoledì 11 aprile al tribunale di Brescia si è svolta un’udienza che ha portato a undici condanne e ad altre due assoluzioni nell’ambito di un processo di primo grado sulle presunte estorsioni compiute ai danni di night club nel bresciano e anche attraverso la prostituzione. Ma la Corte d’Assise non ha riconosciuto il metodo mafioso e nemmeno l’aggravante che i pubblici ministeri Paolo Savio e Claudia Moregola avevano chiesto per alcuni degli imputati. Si parla di pene fino a otto anni di reclusione per quanto sarebbe avvenuto tra febbraio e giugno del 2013 proprio nei confronti dei night club.

Quindi, come riporta la stampa locale, 8 anni e 7 mila euro di multa per Giuseppe Papaleo che avrebbe estorto 124 mila euro ai titolari del Burlesque di Rovato tramite violenza e minacce. Altri 6 anni e 5 mila euro ciascuno per i kosovari Fadil Kolgeci e Gani Jahaj per le stesse estorsioni con Papaleo verso i titolari di un locale di Ospitaletto chiedendo 600 mila euro, ma ottenendone di meno e minacciando ritorsioni e incendi. 5 anni e sei mesi anche per Mauro Pocorobba che tra il 2010 e il 2013 avrebbe procurato ballerine per i locali. 4 anni e nove mesi di reclusione, con una multa di 2.900 euro, anche per il carabiniere Vituccio Maccagnino che all’epoca dei fatti operava in provincia di Cremona.

Condannato per accesso abusivo a sistemi informatici e induzione indebita, si sarebbe fatto dare informazioni su una ballerina di un locale mantovano e, in cambio di soffiate, si sarebbe fatto dare omaggi e accessi alla sala privé. 1 anno e 2.500 euro di multa, invece, per Serxho Berisha per spaccio di cocaina e altri cinque tra 1 anno e due mesi e 1 anno e otto mesi per traffico e smaltimento illecito di lastre ed eternit. Si tratta di Antonia Bosetti, Vincenzo Roccanova, Fitim Kolgeci, Diego Zoppi e Giuliano Sala. Assolti, invece, Antonino Cilione della Guardia di Finanza di Desenzano accusato di favoreggiamento della prostituzione e Maurizio Rodella che era imputato di trasferimento fraudolento di quote societarie.

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