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Bimba morta otite, diventano 15 i medici indagati

Sono la pediatra e quelli dei vari ospedali che hanno avuto in cura Nicole Zacco nell'ultimo mese. Martedì autopsia, intanto sono già stati donati organi.

(red.) Salgono a quindici i medici indagati per la morte della piccola Nicole Zacco, deceduta giovedì pomeriggio 5 aprile all’ospedale Civile di Brescia a causa di un’infezione derivante da una forma di otite che l’aveva colpita e poi si è aggravata. A finire nel registro degli accusati da parte del pubblico ministero Claudia Moregola sono i professionisti – la pediatra, i medici del pronto soccorso degli ospedali di Manerbio e della Poliambulanza e quelli del Civile – che hanno avuto in cura o si sono occupati della piccola di 4 anni nell’arco dell’ultimo mese, cioé quando è stata affetta dall’otite.

Nel frattempo c’è attesa per l’autopsia che sarà eseguita martedì 10 aprile all’ospedale Civile di Brescia da parte di un’equipe del Gaslini di Genova. Ma in tutto questo c’è spazio anche per la generosità, visto che l’autorizzazione concessa dai genitori della piccola all’espianto e alla donazione degli organi ha portato a salvare tre bambini in Italia ricevendo il fegato e i reni della bimba di Gottolengo. Intanto, anche l’Istituto Superiore di Sanità si è espresso su quanto avvenuto e parlando di un “caso grave e sconcertante, viste anche come le ripercussioni dell’otite siano pesanti soprattutto in età pediatrica”.

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