Killer suicida, indagato chi lo ha portato a Flero

Un 56enne di Castel Mella, che sarà interrogato venerdì, ha confermato di aver accompagnato Balsamo al capannone. Ma poi non avrebbe visto le armi usate.

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(red.) Ci sono nuovi sviluppi emersi dalle prime indagini avviate dai carabinieri dopo la tragedia di mercoledì 4 aprile, con il 62enne Cosimo Balsamo che ha ucciso a colpi di pistola e fucile gli imprenditori Elio Pelizzari di 78 anni, James Nolli di 61 e ferito Gianpietro Alberti. Poi, a bordo di un pick-up, aveva parcheggiato nei pressi di un supermercato ad Azzano Mella dove si è tolto la vita. Le ultime notizie riportate dalla stampa locale, in particolare dal Giornale di Brescia, parlano di una persona iscritta nel registro degli indagati da parte del pubblico ministero Erica Battaglia per concorso in duplice omicidio. Si tratta di un 56enne di Castel Mella, con precedenti per droga, che quel mercoledì mattina avrebbe accompagnato in auto Balsamo al capannone della SGA Srl di Flero prima di andare via e dove si era consumata la prima sparatoria.

Nel mirino degli inquirenti è finita proprio la Renault station wagon nera del 56enne immortalata dalle telecamere di sorveglianza presenti sul posto. Nel primo contatto avuto con gli inquirenti – l’uomo sarà interrogato venerdì accompagnato dal proprio avvocato – ha detto di essersi visto comparire Balsamo, che conosceva, davanti alla sua abitazione di Castel Mella e mentre il futuro killer era giunto dalla propria casa di Roncadelle in bicicletta e sotto la pioggia. Quindi il 56enne si sarebbe offerto di portarlo alla destinazione, ma ha anche riferito di non aver visto le armi (fucili a pompa e pistole) usate per compiere la vendetta. Anche se un’altra ipotesi potrebbe essere quella secondo cui Balsamo avrebbe potuto portare le armi vicino al capannone di Flero il giorno precedente.

L’assassino, tra l’altro, era stato beccato 24 ore prima della strage a bordo di una moto e nonostante non avesse la patente perché ritirata. Dal punto di vista indiziario, quindi, si cercherà di capire il ruolo del 56enne – che si è visto sequestrare l’auto e il cellulare durante la perquisizione in casa – ma anche la provenienza delle armi con matricola abrasa e quindi acquistate sul mercato nero per compiere quanto poi è avvenuto. Nel frattempo tre comunità – Flero, Carpeneda di Vobarno e Azzano Mella – restano scosse per ciò che è successo. Intanto, stanno migliorando le condizioni di Gianpietro Alberti, l’uomo di 76 anni che nel capannone di Flero era stato ferito da Balsamo a una gamba e sfiorato alla testa. Si trova ricoverato nel reparto di Ortopedia Traumatologia della Poliambulanza di Brescia e quando sarà dimesso verrà sentito dagli inquirenti.

Dalla prefettura di Brescia è stato anche deciso di rimuovere la copertura eccezionale che era stata disposta per magistrati e avvocati che nel processo contro la banda dedita a furti di metalli dai tir – tra i coinvolti anche Balsamo – avevano portato alle condanne. Approfondendo ogni elemento, si è scoperto che tra le diverse proprietà che erano state confiscate al killer suicida per l’accusa di ricettazione c’erano anche oltre 2 milioni di euro su un conto corrente intestato alle due figlie a San Marino. Le due donne erano state processate, ma poi assolte perché ritenuto vero il fatto che non sapessero che quelle somme venivano da precedenti traffici illeciti. Balsamo, infatti, nella banda dei tir veniva considerato uno degli attori principali, tanto da aver rubato materiali per 750 mila euro solo nel periodo natalizio tra il 2005 e il 2006. Si è anche ricostruita la sua posizione giudiziaria, tanto da essere ritenuto un “criminale di professione”, mentre gli era stato prescritto un consulto con uno psichiatra. Di certo era in grado di muovere diverse quantità di soldi in contanti. A Flero, intanto, dopo quanto successo nell’area artigianale, la Polizia Locale potrebbe svolgere una serie di controlli sulle imprese attive sul posto.

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