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Cadavere nel torrente a Palazzolo, autopsia

Sarebbe un nordafricano 36enne di cui il fratello aveva denunciato la scomparsa. Forse si era gettato in acqua per il fuoco con cui si stava riscaldando.

(red.) Sarà eseguita lunedì 12 febbraio nella camera mortuaria dell’ospedale Civile di Brescia l’autopsia sul cadavere del 36enne marocchino trovato sabato 10 pomeriggio nel torrente Fusia che attraversa il Parco Metelli di Palazzolo, nel bresciano. L’esame fornirà indicazioni più precise sulle cause del decesso, a partire dal momento della morte, ma anche accertare che non ci sia stata alcuna violenza, come è emerso per il fatto che non ci fossero segni evidenti sul corpo. Una delle ipotesi alle quali i carabinieri di Palazzolo, della compagnia di Chiari e di Capriolo stanno valutando è che l’uomo possa essersi gettato nelle acque basse della seriola con volontà per spegnere le fiamme che lo avrebbero colpito.

Forse il 36enne, infatti, di cui un fratello aveva denunciato la scomparsa alla fine di gennaio, si era riparato al vicino ex cotonificio Ferrari dove da tempo i clochard hanno trovato dei rifugi di fortuna. La notte precedente al ritrovamento, venerdì, il nordafricano avrebbe acceso un giaciglio per riscaldarsi. Ma in quei momenti alcune fiamme potrebbero averlo avvolto e quindi spinto a lanciarsi in acqua nonostante le temperature gelide.

Infatti, sul corpo del 36enne sono stati trovati alcuni segni di bruciature. In ogni caso, per accertare che si tratti proprio dell’uomo di cui era stata denunciata la scomparsa, i familiari sono stati invitati a presentarsi all’obitorio per il riconoscimento ufficiale. Nel frattempo domenica i carabinieri e la Protezione civile hanno proseguito le indagini tra il torrente dove è stato rinvenuto il cadavere, la vicina strada privata e i ruderi del vecchio cotonificio.

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