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Palazzolo, trovato deposito pezzi rubati ai cimiteri

Quattro denunciati dai carabinieri. Uno di loro, bresciano, metteva a disposizione il posto abusivo dove poter stoccare la merce depredata ai campi santi.

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(red.) Portavasi, croci, decorazioni, statue e ogni materiale in bronzo rubati tra i cimiteri della Franciacorta e della provincia di Bergamo sono stati trovati giovedì 8 febbraio dai carabinieri di Grumello del Monte e da quelli forestali di Iseo. Erano in un deposito abusivo, ora sequestrato, allestito a Palazzolo, nel bresciano, al confine con gli orobici di Palosco. Di fatto è il bottino che una banda formata da quattro malviventi – tutti denunciati – aveva portato via dai campi santi dei quali si sono arricchite le cronache locali. Si tratta di oltre 1,5 tonnellate di oggetti per un valore che arriva fino agli 80 mila euro.

Al gruppo le forze dell’ordine sono giunte dopo varie indagini formate da una serie di appostamenti, immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza nella zona dei cimiteri e incrociando diversi dati. Così i militari hanno scoperto il deposito messo a disposizione da un 45enne di Palazzolo che è stato denunciato per ricettazione. Proprio qui veniva condotta la merce depredata per poi piazzarla sul mercato clandestino. E si è scoperto che i raid della banda avvenivano tutti, di notte, allo stesso modo. Una donna di 39 anni di Castelli Calepio faceva da palo, mentre il compagno 42enne e un 35enne di Credaro – tutti e tre accusati di furto continuato in concorso – scavalcavano le mura di cinta dei cimiteri per sradicare statue, vasi, portavasi e ogni genere di materiale di valore.

Il bottino è stato trovato in pezzi in alcuni cassoni nel deposito, mentre solo alcune statue sono rimaste integre. Giovedì 15 febbraio dalle 9 alle 12 i carabinieri consentiranno il riconoscimento da parte dei cittadini che hanno visto colpite le lapidi dei propri cari. Un altro elemento che ha aiutato le indagini riguarda le foto sui cellulari dei quattro in cui venivano immortalati con addosso le decorazioni depredate. E non c’erano solo componenti dei cimiteri. Ma anche tombini, grondaie e cavi di rame. Ora le forze dell’ordine continuano a indagare per risalire ad eventuali complici dei quattro.

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